Prevenire meglio che curare : Italia prima nel consumo di nutraceutici

Con 41euro di spesa media annua, gli italiani si posizionano al primo posto in Europa nel consumo dei prodotti nutraceutici (alimenti o sostanze contenute negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute). Tra retail, farmacie, parafarmacie, grande distribuzione e vendita online, il mercato della nutraceutica rappresenta, ormai, un driver di crescita per tutto il settore della consumer health. Come orientarsi rispetto a una proposta commerciale sempre più dinamica e articolata?

Nutraceutica, un ponte tra alimento e farmaco: quali opportunità di business nel mercato italiano?

«Sempre più coltivatori, produttori, industrie e distributori iniziano a guardare con attenzione alla nutraceutica. La grande distribuzione ne ha capito la potenza e sta iniziando ad attivarsi per dedicare uno spazio specifico negli scaffali degli store dedicati proprio alla nutraceutica. Iniziano, inoltre, a nascere app che aiutano a scegliere il prodotto più adatto, per stile di vita, intolleranze e apporto nutrizionale. Quello che manca ancora, però, è un ente certificatore come quelli che si occupano di biologico».

Otto italiani su dieci nell’ultimo anno hanno assunto un prodotto nutraceutico: il futuro della salute passa per la nutraceutica?

Con 41euro di spesa media annua, gli italiani si posizionano al primo posto in Europa nel consumo dei prodotti nutraceutici (alimenti o sostanze contenute negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute). Tra retail, farmacie, parafarmacie, grande distribuzione e vendita online, il mercato della nutraceutica rappresenta, ormai, un driver di crescita per tutto il settore della consumer health. Come orientarsi rispetto a una proposta commerciale sempre più dinamica e articolata?

Nutraceutica, un ponte tra alimento e farmaco: quali opportunità di business nel mercato italiano?

«Sempre più coltivatori, produttori, industrie e distributori iniziano a guardare con attenzione alla nutraceutica. La grande distribuzione ne ha capito la potenza e sta iniziando ad attivarsi per dedicare uno spazio specifico negli scaffali degli store dedicati proprio alla nutraceutica. Iniziano, inoltre, a nascere app che aiutano a scegliere il prodotto più adatto, per stile di vita, intolleranze e apporto nutrizionale. Quello che manca ancora, però, è un ente certificatore come quelli che si occupano di biologico».

Otto italiani su dieci nell’ultimo anno hanno assunto un prodotto nutraceutico: il futuro della salute passa per la nutraceutica?

«La nutraceutica è la nuova frontiera della prevenzione. Una sana alimentazione, consapevole e bilanciata, insieme a uno stile di vita attivo, è la miglior prevenzione. C’è una domanda che mi piace fare quando inizio a parlare del mio progetto: “Faresti mai il pieno di benzina nella tua auto diesel?”. La risposta è chiaramente negativa. Se lo facessimo creeremmo dei danni alla nostra automobile, che è sicuramente stato un investimento importante: non abbiamo nessuna intenzione di danneggiarla. Se potessimo permetterci una sola automobile in tutta la nostra vita, come la tratteremmo? Eppure, ogni giorno, introduciamo cibo malsano e maltrattiamo il nostro organismo, che è la nostra auto, la nostra unica auto. Lo facciamo con leggerezza, perché non vediamo i risultati delle nostre azioni, non ne abbiamo l’immediata contropartita ma i danni arrivano con il tempo. Essere sani è un impegno quotidiano e la nutraceutica è un ottimo alleato in questo. Sicuramente il futuro della salute passa da qui, perché siamo sempre più informati, sempre più consapevoli e, quando iniziamo a vedere le cose da questo nuovo punto di vista, difficilmente riusciamo a tornare indietro».

Il mercato degli integratori alimentari e dei prodotti nutraceutici negli ultimi anni è diventato sempre più dinamico. Come possono i consumatori orientarsi di fronte a un’offerta commerciale sempre più ampia e articolata?

«I nutraceutici sono una grandissima risorsa per il nostro benessere e gli integratori molto spesso ci aiutano a migliorare la nostra nutrizione, specialmente in un’epoca in cui esistono moltissime intolleranze e alcuni alimenti ricchi di nutrienti devono essere eliminati dalla nostra dieta. Tuttavia bisogna conoscere i limiti di ogni categoria di prodotto. Gli integratori possono sostituire praticamente tutti i nutrienti. È altrettanto vero che l’assorbimento da parte del nostro organismo è più difficoltoso, limite che si supera con l’assunzione dei nutrienti direttamente dall’alimento. Anche l’alimento, però, porta con sé un altro limite, quello della caduta dei nutrienti durante il percorso che compie dalla raccolta alle nostre tavole oppure durante il processo di trasformazione: quasi nessuno dei prodotti (freschi o conservati) disponibili in commercio hanno una concentrazione di nutrienti sufficientemente alta da garantire effetti benefici. Il consumatore dovrebbe informarsi su quali siano i nutrienti per se stesso importanti e i benefici che ne trae: può farlo attraverso il medico oppure attraverso le informazioni messe a disposizione dagli enti predisposti (come, per esempio, il ministero della Salute o Efsa). Il regolamento europeo 432/2012   riporta un elenco delle indicazioni sulla salute in un pratico schema, comprensibile anche a chi non ha competenze in materie scientifiche. Il mio ultimo consiglio ai consumatori è quello di fidarsi di produttori che consentono la tracciabilità della filiera, che sono trasparenti nei processi produttivi e che siano in grado di dimostrare quale concentrazione di nutrienti è presente nel prodotto».

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