Dodicenne diventato milionario grazie al Bitcoin

 

 

La notizia risuona più che mai nel clima di incertezza che stanno vivendo un po’ tutte le criptovalute ma, soprattutto, la capostipite del nuovo sistema finanziario digitale: Bitcoin. La notizia giunta dall’America è una di quelle che fanno riflettere e che spingono ad interrogarsi sul reale potenziale delle criptovalute e come, in molti casi, queste si sono rivelate quanto mai vincenti.

Passiamo ai fatti: qualche anno fa un 12enne di nome Erik Finman, aveva ricevuto un regalo dalla nonna in denaro. Valore? 1.000 dollari. Il ragazzino controtendenza, invece di conservare in banca il proprio denaro o di spenderlo come molti suoi coetanei avrebbero fatto acquistando videogiochi e passatempi vari, ha deciso invece di investire tutta la somma in Bitcoin.

All’epoca però si trattava di tempi non sospetti e, un Bitcoin valeva ancora davvero poco. Da quel giorno, da quel piccolo grande investimento, sono trascorsi 7 anni e Erik, oramai 19enne è milionario. Basta pensare che dai mille dollari di partenza adesso il ragazzo possiede un conto in banca a sei cifre con un patrimonio stimato a circa 4 milioni di dollari. Insomma, la vita di Erik è davvero cambiata e tutto da un semplice ma intuitivo investimento. Ovviamente le cose sarebbero potute andare ben diversamente ma non è questo il caso. L’intuizione del ragazzino era giusta.

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Questa notizia scuote di molto il mondo economico e finanziario perché, soprattutto dalla tenera età del ragazzino al momento dell’investimento, fa comprendere sia l’ampio raggio, l’enorme risonanza delle criptovalute nella cultura economica ma anche sociale della nostra era moderna e, principalmente, come le generazioni future siano attente a ciò che li circonda, a come la propria vita possa cambiare addentrandosi nel mondo delle monete digitali e del trading.

 

I giovani sono sempre più coscienti del fatto che, il clima di crisi ha permeato e forgiato la propria infanzia e, alla luce di tutto questo, cercano sempre più metodi alternativi per investire i propri risparmi. Come mai? Sicuramente molto è dovuto al clima di crisi che hanno vissuto in prima persona, riflesso nelle proprie vite, vissuto con i genitori preoccupati per il futuro, per l’istruzione e per la sopravvivenza della propria famiglia quando molti paesi hanno dichiarato la bancarotta, quando la crisi delle banche ha iniziato la sua inesorabile ascesa.

Un tempo si investiva in immobili, si cercavano opzioni bancarie per conservare risparmi e farli fruttare ma oggi, lo scenario è quanto mai instabile, critico e poco affidabile. Certamente anche le criptovalute sono instabili e, come ben sappiamo dalle ultime notizie, le oscillazioni del loro valore sul mercato fluttua continuamente ma, tra i due scenari incerti si sceglie di dare un’opportunità ai metodi alternativi, a quelli che, in fin dei conti, oramai fanno parte della quotidianità e non hanno nulla da invidiare ai metodi, le istituzioni e gli strumenti tradizionali.

Cosa ne pensa Erik Finman oggi delle criptovalute che lo hanno reso così ricco ad un età così giovane? Sebbene le notizie cerchino sempre di portare alla ribalta i dubbi e le perplessità su questa nuova realtà finanziaria, questo non scoraggia il giovane Finman.

Ancora oggi il ragazzo è uno strenuo sostenitore delle monete digitali e si fa portavoce di quella buona fetta di investitori convinti che considerano le criptovalute come innovazione portante della società contemporanea ma, soprattutto, come realtà innegabile per il proprio futuro. E se le nuove generazioni si attivano per capirne sempre di più e addentrandosi in campi inesplorati come quelli del trading, delle blockchain e del digitale c’è davvero da chiedersi se, in futuro, ci sarà ancora spazio per le monete ufficiali oppure se stiamo assistendo ad un cambio epocale e forse lo stiamo davvero sottovalutando.

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