Blockchain: rivoluzione ancor più grande di internet

La Blockchain rappresenta potenzialmente la più grande rivoluzione tecnologica della nostra epoca” afferma Maurizio Pimpinella, Presidente dell’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica, in occasione di Forum Banca 2016, svoltosi presso l’Atahotel, Expo Fiera, Milano, il 28 settembre.

Che cos’è la BlockChain

è rappresentato nel breve filmato che segue.


Il Presidente prosegue dicendo: “Come Associazione stiamo studiando i diversi ambiti di applicazione di questa tecnologia: mi piace immaginare un mondo in cui le elezioni di un Paese democratico siano gestite con la Blockchain, escludendo così l’eventualità di brogli, magari tramite un’identità digitale, come quella lanciata a marzo di quest’anno dall’Unione Europea, conformemente con il regolamento europeo eIDAS: si prevede che dal 2018 i cittadini degli Stati membri potranno usare la propria identità digitale nel rapportarsi con le PA dei vari Paesi. Un autentico volano per le applicazioni della Blockchain: possiamo pensare alla carriera universitaria dei nostri nipoti interamente gestita su un unico ledger (dal numero di matricola, alle tasse universitarie, fino al piano di studi e gli esami sostenuti), magari proiettando direttamente le informazioni di ogni studente sul mondo del lavoro tramite la medesima piattaforma: il futuro è oggi, dato che la Open University sta puntando proprio su questo genere di evoluzione. Ed ancora, gli annosi problemi catastali potrebbero essere risolti da una gestione centralizzata di terreno e catasto su di un registro Blockchain: l’Honduras ci sta provando, e finora il risultato è stato quello di spodestare il regime degli ufficiali militari preposti alla gestione degli immobili, quando si parla dell’effetto “disruptive” della tecnologia. Le nostre cartelle cliniche ed i nostri esami medici potranno essere linkati alla nostra identità digitale, semplificando le procedure che affliggono i sistemi sanitari di molti Paesi: la startup Factom sta lavorando proprio su questo fronte. Anche il modo in cui concepiamo gli spostamenti aerei è destinato a trasformarsi: ad oggi, una parte non indifferente di ogni viaggio è legata a visti, documentazioni, prenotazioni e simili. Ebbene, una startup israeliana, ShoCard, sta lavorando ad un Single Travel Token, un gettone digitale tramite cui virtualizzare tutto il paperwork necessario per viaggiare (biglietti, visa, documenti di viaggio). L’acquisto di piani assicurativi su Blockchain, invece, già esiste, grazie alla startup SafeShare, a sua volta riassicurata con i Lloyds. Non in ultima analisi, la diffusione di identità digitali potrebbe favorire una corretta gestione di migrazione e rifugiati: un problema annoso, che può essere risolto valicando ogni forma di regionalismo ed adottando un approccio globale. In questi termini, un registro di identità virtuali sarebbe perfetto”.

La vera domanda secondo Pimpinella è la seguente “Saranno disposti gli utenti finali ad utilizzare un sistema che non preveda più la centralità dell’istituto bancario come garante? Secondo il Fintech 2.0. Paper, ci si aspetta che per il 2022 l’utilizzo della Blockchain possa far contrarre i costi infrastrutturali delle transazioni interbancarie di 15-20 miliardi di dollari l’anno. Ammettendo che il tema legato alla sicurezza della Blockchain sia stato affrontato e questa sia stata comprovata – scenario da cui siamo decisamente lontani ad oggi, sarebbe interessante capire in che termini l’istituzione bancaria voglia sfruttare una tecnologia che rischia di mettere al bando gran parte delle intermediazioni che conosciamo in qualsiasi tipo di negozio. Le banche badano, giustamente e soprattutto in questo clima, alla marginalità delle proprie iniziative: la Blockchain è sostenibile ed utile a produrre margini? Sappiamo che sono innumerevoli i player di questo settore che stanno destinando risorse per comprendere il fenomeno in questione: centri di ricerca, acceleratori di startup fintech, Business Angel, imprenditori a dir poco invaghiti delle tecnologia a blocchi. Il mercato è indubbiamente euforico. Basti pensare che, secondo gli analisti di Magister Advisors, entro il 2017 le prime cento istituzioni finanziarie mondiali avranno attivi una media di dieci progetti basati su Blockchain che vedranno un investimento di almeno un milione di dollari ciascuno. Ma, proprio come la Blockchain, il mercato è fatto da uomini: la sfida vera che questo nuovo approccio tecnologico ci offre è la sostituzione in larga scala della fiducia – elemento ad oggi imprescindibile in ogni scambio – con il codice”. Proseguendo il Presidente dell’A.I.I.P. aggiunge che: “Basterà confidare nella bontà della tecnologia per far venir meno il rapporto fiduciario tra le due parti di uno scambio come componente essenziale: è evidente come, in un’ottica del genere, crolli ogni utilità di stanze di compensazione e garanti. Naturalmente, bisognerà appurare la reale messa in sicurezza dei meccanismi sottostanti la Blockchain, come sottolineavo in precedenza, una conditio sine qua non decisamente impegnativa. Ragionando sulla tecnologia in analisi, ho sentito dire ed ancor più spesso ho letto come l’ipotesi di una manomissione del 51% dei nodi di un blocco della catena (problema che potrebbe generare un fenomeno di double spending od altre frodi) sembrerebbe essere “altamente improbabile”.

A riguardo il Presidente Pimpinella insiste: “Non stresserò mai abbastanza questo punto: l’imprudenza è un rischio che non si può correre quando si tratta di soldi, risparmi, vite dei cittadini. “Altamente improbabile” lo sono stati tutti gli eventi che hanno drasticamente cambiato le nostre vite, nel bene e nel male: “altamente improbabile” era che si scoprisse la penicillina per sbaglio, “altamente improbabile” era che due aerei di linea si schiantassero sul World Trade Center di New York. Ed ancora, “altamente improbabile” era la possibilità di un crollo abissale dei prezzi delle case a garanzia dei mutui subprime statunitensi, diffusi grazie ai mercati in tutto il mondo. Certamente, resta ad oggi alquanto complicato capire a chi attribuire responsabilità in un sistema senza né autorità, né strutture apicali: potenzialmente, basterebbe agire sull’anello finale della catena di blocchi, ovvero su un dato utente finale, per minare l’intero meccanismo. Pertanto, forse è prematuro prevedere la scomparsa della professione notarile come molti vaticinano: per negozi importanti e di interesse sociale, ad oggi la garanzia del notaio è imprescindibile. Nonostante la Blockchain ed i cosiddetti Smart Contract sembrerebbero poter potenzialmente mettere al bando tale professione, sarei molto cauto in proposito”.

Per poter adottare in larga misura la Blockchain è necessario lavorare su un equilibrio delicatissimo: quello tra sicurezza, privacy e trasparenza. E’ un’alchimia di difficile composizione, ma costituisce il perno per ogni innovazione tecnologica che si rispetti: migliorare e semplificare la vita dei cittadini, rendendoli al contempo ancor più sicuri di quanto non siano oggi. Purtroppo, anche riciclaggio, terrorismo e criminalità organizzata sono “mercati” che potrebbero beneficiare della tecnologia in analisi: dato questo rovescio della medaglia, è proprio lo stesso Parlamento di Strasburgo a riconoscere come diverse attività connesse all’uso di Blockchain siano gravate sotto molti aspetti da incertezza normativa, esponendo la tecnologia a rischi. Dunque, si potrebbe procedere ad una revisione della stessa normativa UE in materia di pagamenti comprese la direttiva sui conti di pagamento e quella inerente alla moneta elettronica. Tutto questo, naturalmente, sarà condizionato dalle possibili evoluzioni di questa tecnologia. Oggi possiamo già capire quale sia il vero obiettivo: il pagamento, come mero abilitatore al servizio. Che si tratti di una microtransazione, l’accensione di un mutuo, l’acquisto di un’automobile o lo scambio di contratti finanziari, l’istanza del pagamento non deve frizionare le operazioni a cui è sottesa.

La Blockchain, in questo senso, potrebbe migliorare la quotidianità di noi tutti. Le banche, a riguardo, si stanno muovendo in modo esemplare, erano secoli che non si mobilitavano in questa direzione: fanno ricerca, approfondiscono, sperimentano ed innovano. Al di là della sua concreta applicazione” – conclude Pimpinella – questo mi sembra già un risultato eccezionale della Blockchain.

 

fonte :
http://www.bitmat.it/blog/news/58933/blockchain-rivoluzione-ancor-piu-grande-internet#.V-_UTcIXUHg.facebook

 

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