Bitcoin definizione

– Che cos’è Bitcoin?

Bitcoin (dalla lingua inglese “bit”, l’unità minima di informazione in informatica, e il suffisso “coin” – moneta) è una versione di denaro digitale, basato sulla tecnologia peer-to-peer, che consente di spedire direttamente pagamenti online da un’entità ad un’altra senza passare tramite un’istituzione finanziaria. È un protocollo open source per il trasferimento e la detenzione di dati, e il circuito di transazioni interne utilizza l’unità denominata “bitcoin”, la prima e più famosa criptovaluta: scomponibile fino all’ottava cifra decimale (denominata Satoshi) e corrispondente a 0,00000001 BTC. La caratteristica principale di Bitcoin è la completa decentralizzazione, infatti opera senza la partecipazione di alcun organismo di controllo o banca centrale, l’emissione di monete e l’elaborazione delle transazioni sono effettuate collettivamente dai partecipanti delle rete.

– Chi ha inventato Bitcoin?

Il concetto di Bitcoin è stato descritto per la prima volta in un documento tecnico pubblicato il 31 ottobre del 2008. Il suo autore era Satoshi Nakamoto, ma ancora non sappiamo chi si celi dietro questo nome – una persona o forse un gruppo di sviluppatori. Dello sviluppo e del coordinamento della rete di Bitcoin, al giorno d’oggi, si occupa una comunità di informatici dal nome Bitcoin Core, ma il protocollo è open source, e chiunque può proporre delle modifiche che comunque andranno approvate dal resto della rete.

– Qual è la differenza tra Bitcoin e Paypal, Skrill, Stripe o Conti Bancari online?

Tutti questi servizi, all’infuori di Bitcoin, necessitano di un garante che si occupi della regolarità delle transazioni tra due utenti: questo perché in realtà non siete in possesso dei vostri soldi, ma li avete affidati ad un fiduciario, che ha il controllo dei vostri fondi. Ad esempio, nel caso di malfunzionamenti della vostra banca non potrete infatti ritirare i vostri soldi in contanti oppure potreste non riuscite fare un urgente bonifico. I bitcoin invece sono completamente in vostro possesso, e nessuno potrà fare nessuna operazione con i vostri fondi all’infuori di voi. Se vogliamo essere più precisi però, dovremmo affermare che i vostri fondi sono sotto il controllo di chi possiede la vostra chiave privata, argomento che affronteremo più avanti.

 

Spiegare Bitcoin e la blockhchain ad un neofita è un impresa complessa. Occorre fare riferimento ad alcune nozioni che normalmente non sono considerate all’interno dello stesso sistema: la decentralizzazione, il concetto di “trustless”, la community, la crittografia, la trasparenza, l’immunità alla corruzione dei dati nel tempo e la competizione nel raggiungimento di un obiettivo. E se anche ci limitassimo a definire Bitcoin come “una versione puramente peer-to-peer di denaro elettronico che consente di spedire direttamente pagamenti online da un’entità ad un’altra senza passare tramite un’istituzione finanziaria” (tratto dal Whitepaper di Bitcoin), non ci aiuterebbe più di tanto nella nostra situazione.

In un primo momento la soluzione più proficua è di tralasciare “che cos’è” e “come funziona”, provvedendo semplicemente a spiegare “che problema risolve” Bitcoin:
Bitcoin risolve il problema della doppia spesa (“double spending”) nel mondo digitale, noto anche come problema dei generali bizantini.

Utilizziamo come esempio una semplice transazione come lo scambio di una mela tra due persone su una panchina. La transazione non crea dubbi alcuni su chi sia in possesso del bene: è chiaro nel momento in cui ho ricevuto la mela che la mela non è più in mano sua e che è passata in mano mia, né tanto meno richiede il coinvolgimento di terze parti. Lo stesso discorso vale ad esempio per la cartamoneta, una volta ceduta non mi appartiene più.

Ma cosa succederebbe se la mela fosse digitale? In questo caso le cose si complicano perché io non posso essere sicuro che la mela che ricevo non sia stata data in precedenza o contestualmente anche ad altri: si tratta del sopracitato fenomeno del “double spending“. Quindi nel mondo tecnologico, come per le valute che possediamo sul nostro conto corrente, abbiamo bisogno di un garante che si occupi della regolarità della transazione (e ovviamente questo ha un costo). Allo stesso modo, per assicurarci della regolarità della transazione della mela digitale, avremmo bisogno di un registro delle transazioni.

Come avrete già intuito, questa soluzione è costosa, perché si necessita di un soggetto terzo (es. Banca delle mele) che gestisca il registro degli scambi, e comunque non rimuove il dubbio che questa terza parte possa in qualche misura manipolare il registro (potrebbe, ad esempio, sottrarre delle mele a loro piacimento, proprio come capita alle nostre care banche). Ad ogni modo dipendiamo da loro per la catena di fiducia.

Una soluzione più efficiente consiste nel creare un registro pubblico e distribuito, dove tutte le transazioni, aventi a oggetto per esempio le nostre mele digitali, risultino aggiornate in tempo reale. Tutti i problemi sopracitati vengono quindi risolti con un libro mastro distribuito (“distribuited ledger”), che registrerà tutte le transazioni. Questo registro pubblico è sotto il controllo di tutti gli utenti ed è possibile inserirci la propria transazione senza richiedere il coinvolgimento di terze parti.

Questo rivoluzionario sistema è permesso dai minatori (“miners”) che realizzano e convalidano ogni giorno i blocchi della catena, ovvero le nuove pagine del nostro registro delle mele, in cui vengo inserite tutte le transazioni fatte tra gli utenti. Ogni qualvolta viene creata una nuova pagina il “miner” (o la “mining pool) che la realizza prende 12.5 bitcoin come ricompensa, il numero di bitcoin totale circolante è in aumento. Tuttavia ogni quattro anni questa ricompensa, inizialmente di 50 bitcoin, si dimezza, quindi tra circa due anni l’ammontare sarà di 6.25 bitcoin per ogni blocco convalidato, fino ad arrivare a zero. Tutto ciò significa che il numero totale dei beni scambiabili è noto all’inizio e non può essere aumentato. Ecco perché da molti è considerato “l’oro digitale”.

Ecco cosa ha inventato Satoshi Nakamoto, di cui avremo modo di parlare: una via potenzialmente democratica e solidale per risolvere il problema della trasmissione digitale di un bene. Il continuo di una storia che passa dalla trasmissione dei beni con “commodity money” (moneta-merce) di 25000 anni fa al “metallic money” (denaro con metalli di valore) di 5000 anni fa, dalla “currency backed with gold” (valuta sostenuta con l’oro) dell’era moderna alla “currency backed with government” (ovvero le valute sostenute dai governi ed emesse dalle banche centrali, proprio come le conosciamo oggi), fino ad approdare nella più rivoluzionaria riserva di valore digitale: Bitcoin.

– Come si creano i nuovi bitcoin?

La creazione di nuovi bitcoin avviene tramite un processo chiamato “mining”. Possiamo immaginare Bitcoin, la prima e più importante applicazione della tecnologia blockchain distribuita, come un grande registro pubblico, immutabile e decentralizzato. In questo registro qualunque utente della rete ci potrà scrivere un proposizione del tipo: “Andrea da a Vlad 1 bitcoin, firmato Andrea”. Questo meccanismo è possibile grazie ai “miners” (dalla lingua inglese “minatori”) che provvedono a creare le pagine di questo registro (ovvero i blocchi della blockchain) e a controllare la validità delle transazioni inserite, rendendo tutto quanto pubblico e immutabile, dunque immune da corruzione. I minatori come ricompensa ricevono, ad oggi, 12.5 bitcoin per ogni blocco convalidato, infatti il numero di bitcoin totale circolante è in aumento, anche se ogni quattro anni la ricompensa si dimezza: quindi fra circa 2 anni sarà di 6.25 bitcoin, fino ad andare a zero, ipoteticamente nel 20140. Ciò significa che il numero totale circolante di bitcoin ha un limite ed è fissato a 21 milioni. Ecco perché è da molti considerato “l’oro digitale”.

– Dove si detengono i bitcoin??

Spesso si sente di parlare di wallet, inteso come portafoglio elettronico per criptovalute, ma se vogliamo essere più precisi dovremmo affermare che in realtà i bitcoin esistono solamente sulla blockchain (di Bitcoin), ovvero le pagine del nostro grande registro pubblico che memorizza tutte le transazioni degli utenti. Quindi, di fatto, un wallet non contiene nessun bitcoin. È un software in grado di diffondere ai nodi della rete una proposizione con la struttura seguente: “Andrea cede a Vlad 1 bitcoin, firmato Andrea”. Una volta che questa transazione sarà replicata verso gli altri nodi della rete, sarà possibile per i “miners” inserirla in un blocco, rendendola autentica e immutabile. Ciò che rende spendibili i vostri bitcoin e immutabili le vostre transazioni, si chiama chiave privata ed è un codice molto lungo (che rappresenta la vostra firma) contenuto dentro al wallet. Se qualcuno entrasse in possesso di tale codice, potrebbe firmare transazioni al posto vostro e rubare così i vostri bitcoin inviandoli verso altri wallet. Quindi possiamo affermare che la sicurezza di un wallet, dal momento che la blockchain è immutabile, dipende unicamente dal grado di protezione della vostra la chiave privata.

– Qual è il valore di un bitcoin?

Alcuni ritengono che il prezzo del bitcoin non sia supportato da niente. Secondo James Rickards però, l’autore del best seller “Currency War”, qualsiasi valuta nella storia del denaro è sostenuta solamente dalla fiducia, e lo stesso vale anche per i bitcoin o le altre criptovalute. Nella comunità di bitcoin questa fiducia è stipulata in base ad un complesso algoritmo di consenso. Il prezzo di un bitcoin è influenzato principalmente dalla fornitura totale circolante di bitcoin e dall’aumento / diminuzione della domanda. Anche i prezzi dell’oro si basano su questo principio: proprio come i costi di estrazione sono fattori di influenza primari per l’oro, il prezzo dei bitcoin è determinato dalla necessità di risolvere determinate equazioni, con specifici hardware ed un notevole consumo energetico; questo costituisce la parte di fornitura. L’altra parte è la domanda di bitcoin, che si basa sulla conoscenza della tecnologia Bitcoin, sulla sua popolarità, sulla fiducia tra i membri della community, sulla trasparenza, sulla crittografia e forse dovremmo aggiungere tanto altro, ma per il momento è sufficiente. Se la domanda è elevata e l’offerta non soddisfa la domanda, ciò provoca un picco positivo nel grafico del prezzo. Quindi se, come sappiamo, i bitcoin sono una quantità finita, che non supererà mai i 21 milioni, l’offerta è molto controllata: si prevede infatti che il prezzo continuerà ad aumentare fino allo stabilizzarsi della domanda.

– Come si comprano i bitcoin?

Ci sono diversi modi abbastanza affidabili e veloci per comprare bitcoin, solitamente avviene attraverso gli exchange: dei siti web che essendo, sotto il controllo di un determinato proprietario, che potrebbero essere considerati alla stregua di “banche per criptovalute”. Alcuni exchange offrono l’acquisto di bitcoin tramite carta di credito o bonifico bancario, principalmente in Nord America e Europa occidentale: ad esempio Coinbase o Kraken sono due servizi che permettono lo scambio di criptovaluta con euro e dollari. Esistono anche exchange decentralizzati (DEX), in cui è possibile scambiare criptovalute direttamente dal proprio wallet, senza passare per un intermediario, ma per il momento i volumi sono bassi ed è leggermente più complicato utlizzarli… se siete alle prime armi è meglio usare altri servizi. Infine i bitcoin possono essere acquistati in occasione di un incontro personale o altro tipi di accordo, avendo in precedenza trovato il soggetto interessato alla transazione: questo metodo, tuttavia, può essere rischioso per motivi palesi, anche se stanno aumentando le piattaforme che registrano feedback di venditori/acquirenti fisici di bitcoin.

– Come puoi usare i tuoi bitcoin?

Il Bitcoin è un fenomeno relativamente giovane, tuttavia ci sono molte opportunità per usarlo come mezzo di pagamento, per acquistare beni o servizi reali. È già possibile usarlo per pagare in molti ristoranti, tabaccherie, alberghi e servizi di taxi in giro per il mondo. Su internet è ancora più facile utilizzare i bitcoin per acquistare biglietti e abbonamenti, contenuti digitali, siti di hosting e domini, corsi online, software e tanti altri tipi di prodotti sensibilmente in aumento. È inoltre possibile trovare esempi di come il bitcoin sia stato utilizzato in questi anni anche per acquisti costosi: case, auto, yacht, giocatori di calcio e collezioni di vinili. Altri considerano Bitcoin come un investimento a lungo termine, credono fermamente nell’avanzare di questa tecnologia e continuano ad accumularne aspettando che salga di valore, altri ancora sono forsennati speculatori che fanno della volatilità il loro cavallo di battaglia.

– Il sistema Bitcoin è veramente anonimo?

Questo è un altro equivoco diffuso. Piuttosto dovremmo affermare che Bitcoin è pseudo-anonimo, o meglio usa identità pseudonime. Quando si parla di anonimato si intende il rapporto tra l’identità del mittente o il destinatario della transazione e l’indirizzo bitcoin che gli appartiene. Il movimento di fondi e il saldo attuale di un indirizzo possono essere visionati da chiunque, anche se spesso è impossibile stabilire a chi appartengano esattamente quei wallet. Tuttavia capita che qualcuno pubblichi il proprio indirizzo su qualche chat online, social network o esposto nel proprio negozio: proprio per questo motivo molte persone creano nuovi wallet ogni volta che desiderano effettuare o ricevere una nuova transazione. Ad ogni modo con sufficiente desiderio e mezzi, è possibile tenere traccia dell’indirizzo IP del mittente, anche se esso non è affatto memorizzato nella blockchain: ad esempio, tali informazioni potrebbero essere disponibili per i proprietari dei server di alcuni exchange, lasciando in teoria la possibilità di stabilire l’identità del mittente o ricevente della transazioni per le forze dell’ordine o per le agenzie specializzate che combattono il crimine online, dopo aver effettuato accurate indagini telematiche.

Bitcoin è una bolla speculativa?

Bolla è un termine divertente per un evento catastrofico: potremmo definirlo un ciclo economico caratterizzato da una rapida escalation dei prezzi di un bene seguita da una contrazione vertiginosa. Dopo un’esuberante speculazione irrazionale che spinge i prezzi molto più in alto di quanto una persona sana sarebbe disposta a comprare, così gli investitori smettono di comprare e anzi, un massiccia vendita seguirà molto rapidamente e porterà giù il prezzo, aumentando il panico e facendo esplodere la bolla definitivamente. Non è questo il nostro caso. Inoltre Bitcoin non è neanche una piramide finanziaria, un sistema che promette un profitto irrealisticamente elevato, presupponendo che il reddito dei partecipanti alla struttura sia fornito dalla costante attrazione di denaro dei nuovi investitori. Il reddito dei primi partecipanti alla piramide è fornito dalle persone che entrano successivamente nella struttura, e non appena l’afflusso di denaro si ferma, l’intera piramide crolla, lasciando con le tasche piene solo un piccolo numero di persone, tra cui sicuramente ci sarà l’ideatore di questo schema ponzi. Bitcoin invece non promette alcun beneficio agli investitori. La sua unica promessa è il completo controllo sulle proprie finanze. E anche se siamo d’accordo con l’ipotesi che con la sempre crescente domanda di bitcoin da parte di nuovi utenti o investitori istituzionali stia effettivamente aumentando, i primi partecipanti alla rete non riceveranno mai, per esempio, dei dividendi dai nuovi partecipanti. Un ultimo fattore fondamentale: la natura distribuita del sistema Bitcoin implica l’assenza di una singola struttura centrale in grado di beneficiarne finanziariamente a scapito degli altri utenti.

 

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Exchange Decentralizzati

Cosa sono gli exchange decentralizzati? E perchè sono rivoluzionari?

 

Avete mai provato a registrarvi ad un sito di exchange di criptovalute ad esempio per acquistare dei bitcoin? Se lo avete fatto vi sarete resi conto che non è affatto una passeggiata…
Inoltre se avete avuto qualche esperienza nello spostare cifre di una certa entità da o verso un exchange vi sarete imbattuti in diversi limiti e problemi.

Insomma, gli exchange (che sono il metodo più sicuro ed immediato per acquistare criptovalute, una volta registrati), non sono propriamente un “gioco da ragazzi”. Anzi, moltissime persone che si sono avvicinate per la prima volta a questo mondo sono state decisamente rallentate proprio dalle procedure di registrazione richieste dagli exchange.

Queste procedure sono in realtà necessarie, e spesso obbligatorie, per due motivi:

  1. garantire la sicurezza degli account, onde evitare furti di fondi
  2. rispettare le norme di legge antiriciclaggio (AML e KYC), soprattutto qualora gli exchange consentano anche l’utilizzo di valute fiat tradizionali.

Gli exchange decentralizzati (detti anche DEX) superano completamente questi due ostacoli, perchè non sono piattaforme gestite da terzi.

Ovvero, così come Bitcoin, anche i DEX non sono gestiti da nessuno. Non hanno un centro, nessuno che controlla, nessuno che è responsabile del suo corretto funzionamento. Insomma, non c’è, e non ci può essere, nessuna verifica, nessun controllo. Però funzionano lo stesso (esattamente come Bitcoin).

 

Un esempio già funzionante (da tempo) potrebbe essere LocalBitcoins, anche se non si tratta in senso stretto di un exchange: è comunque una piattaforma decentralizzata, non gestita da nessuno, in cui gli utenti possono scambiarsi tra di loro bitcoin in valuta fiat (ma solo one-to-one). Non è però un vero exchange perchè in un vero exchange è la piattaforma ad eseguire gli ordini di compravendita, trovando in automatico compratori e venditori a seconda dei prezzi pre-impostati sugli ordini: invece su LocalBitoins è l’utente a doversi trovare un compratore o un venditore.

I DEX funzionano esattamente come un classico exchange (tipo Binance), ma non sono controllati da nessuno (così come LocalBitcoins). Infatti ad esempio proprio Binance è uno degli exchange che ha già annunciato che rilascerà un DEX sviluppato da loro, oltre a Bitfinex.

Infatti alcuni DEX esistono già, ma hanno un grosso problema: la bassa (o bassissima) liquidità. Ad esempio StellarX, un DEX uscito da poco, ha volumi di scambio bassissimi, quasi irrilevanti, nonostante non abbia alcun costo di commissione sui trade.

La soluzione è quella di creare DEX che siano “collegati” ad exchange già esistenti, e con grossi volumi di scambio, in modo da risolvere una volta per tutte il problema della loro bassa liquidità (in questo caso fornita dal grosso exchange tradizionale centralizzato a cui sono collegati).

 

Ma perchè sono rivoluzionari?

Il primo motivo lo avete già capito: registrarsi sarà facilissimo e velocissimo, come su LocalBitcoins. Insomma, i DEX eliminano le barriere all’ingresso, soprattutto per i neofiti.

Il secondo motivo è più sofisticato: i DEX non saranno necessariamente siti web in cui effettuare scambi di criptovalute, ma potranno essere anche software da installare su propri dispositivi. Il vantaggio? Quello di

 

mantenere tutti i propri fondi in wallet di proprietà.
Negli attuali exchange centralizzati i vostri fondi sono di fatto detenuti dall’exchange! Se questo chiude, fallisce, o viene hackerato, rischiate di perdere tutti i fondi che avete in esso depositati. Con un DEX invece tutti i vostri fondi possono stare sul vostro dispositivo… (ovvero li gestite tutti voi, e non dovete fidarvi di lasciarli in gestione a nessun altro).

Il terzo motivo è controverso. Ovvero la mancanza di procedure AML e KYC consente di utilizzare i DEX liberamente, senza alcun limite o ostacolo, a chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Quindi tutto quello che non è possibile fare su piattaforme centralizzate a causa dei limiti imposti ad esempio dalle leggi antiriciclaggio, sui DEX potrà essere fatto liberamente, senza possibilità alcuna di essere bloccati. La portata di questa conseguenza potrebbe realmente essere rivoluzionaria, ma non necessariamente in positivo.

 

C’è però da aggiungere che i veri DEX funzionano con le criptovalute, non con le valute fiat. Certo, grazie alle cosiddette “stable coin” è possibile utilizzare all’interno di un DEX anche una criptovaluta che “rappresenti” una moneta fiat, ma comunque nel momento in cui questa dovesse essere riconvertita in valuta fiat vera e propria potrebbero scattare i controlli AML e KYC. Inoltre già molte criptovalute ad oggi consentono libertà finanziaria assoluta, a prescindere dagli exchange, quindi la portata dei rischi legati alla deregolamentazione totale dei DEX potrebbero essere limitata (ma il condizionale è d’obbligo).

 

D’altra parte però, così come per Bitcoin, non c’è modo di fermare i DEX, quindi volenti o nolenti in futuro saranno utilizzati. Insomma, probabilmente in futuro bisognerà trovare altre forme di lotta al riciclaggio di denaro sporco (ricordandosi che tutte le transazioni effettuate su un DEX sono registrate in una blockchain pubblica).

 

Soldi in Banca non sono Tuoi

 

 

Leggi l’Articolo 1834 del codice civile scoprirai una notizia sconvolgente.

I “TUOI SOLDI” DEPOSITATI IN BANCA NON SONO I TUOI!

Sono certo che se avessi conosciuto questo articolo ci avresti pensato più di 2 volte prima di affidare i tuoi soldi ad intermediari, ma di una cosa sono certo, comprenderai ancora meglio il mondo delle criptovalute e l’importanza della decentralizzazione!

 

Articolo 1834 del Codice Civile: Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria (1272), alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi (1782).

 

In parole povere L’articolo 1834 del codice civile rende le banche proprietarie del denaro in giacenza sui conti correnti dei cittadini.

 

Ciò significa che la banca è debitrice dei soldi da te depositati, quindi ne diventa proprietaria.

 

E nel caso in cui dovessi richiedere il prelievo della somma da te depositata, la banca è obbligata a restituirtela, a condizione che non ci siano dei fattori importanti che ne impediscano la restituzione.

 

Ok non siamo qui per lamentarci di questo, ma per acquisire la consapevolezza che ci troviamo davanti ad un grande cambiamento. Un cambiamento chiamato Crypto Economy, e si basa sulla decentralizzazione del denaro, ciò significa che ti riappropri della sovranità monetaria.

 

Tutto questo oggi è possibile grazie ad una nuova tecnologia chiamata Blockchain!

 

Attenzione non confondere la Blockchain con i Database, perchè sono 2 cose molto diverse.

 

Molti stati e aziende vogliono creare Database centralizzati chiamandoli Blockchain, ma attenzione è semplicemente una parola camuffata, quello è un “database” non una Blockchain!!!

 

Per questo motivo devi comprendere il concetto di Centralizzazione e Decentralizzazione, solo in questo modo potrai evitare di essere raggirato, come già è capitato nella storia dell’essere umano.

 

E ricorda, la Blockchain per essere definita tale non può essere di proprietà di nessuno, non può essere centralizzata ma deve essere assolutamente decentralizzata!

 

C’è una moneta che dovresti studiare, e questa moneta si chiama bitcoin!

 

 

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è solo quando convinti decidete se vale la pena di puntare sul progetto.

In ordine di classifica il più sicuro tra i presenti è LiraCoin poi FIX poi Goex .

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Se va bene ti trovi il doppio del capitale in 65 giorni lavorativi
ovvero 13 settimane.
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La mia strategia è recuperare subito il capitale investito.
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Conto e carta di debito Revolut esperienza

https://revolut.com/r/emanuet4k

 

Revolut è il conto corrente che avrei voluto quando, da studente universitario squattrinato, cercavo online la migliore e più semplice soluzione per aprire il mio primo conto. Ma questa non è una ragione sufficiente per farne una recensione su un blog specializzato in Bitcoin. Ne tratto qui perché dal 2018 Revolut permette di convertire i soldi sul proprio conto in cryptovalute, effettuando l’operazione internamente all’app. Una volta convertiti i propri euro in bitcoin, questi si possono spendere direttamente in qualsiasi negozio tramite la carta di debito Revolut associata al conto, che è una Visa. L’enorme limite, purtroppo, è che non c’è la possibilità di inviare all’esterno dell’app le crypto acquistate. Nonostante ciò, trovo che valga la pena parlarne qui, e spiego perché.

Essendo un conto bancario smart, adatto ai giovani, accessibile in tutto il mondo e che ha le potenzialità per ottenere sempre più mercato, potrebbe costituire un ottimo veicolo per fare conoscere le cryptovalute alle masse, fungendo da strumento di iniziazione. Non è certo una “soluzione decentralizzata” e, pur non conferendo all’utente il controllo sulle proprie crypto, permette ai correntisti di convertire e detenere anche il 100% dei propri valori in Bitcoin. Questo li espone a un certo rischio nel breve periodo, ma nel lungo periodo può essere una vera e propria rivelazione. Chi ad oggi ancora non ha esperienza di Bitcoin, ma possiede un conto Revolut, potrà iniziare a capire bene cosa significhi avere un portafoglio che non sente l’inflazione tipica delle monete fiat. Insomma, se vostro cugino diciottenne sta valutando ING Direct, WeBank o CheBanca, fategli presente anche dell’esistenza di Revolut.

 

REVOLUT NELL’ECOSISTEMA BITCOIN – PERCHÉ CONSIGLIARLO

Per quanto riguarda l’ecosistema Bitcoin, il ruolo di Revolut è senz’altro positivo, anche se i bitcoin saranno sempre in pieno possesso esclusivo di Revolut. Infatti, nonostante non sia possibile trasferire i bitcoin al di fuori del conto, ad esempio verso un proprio wallet personale, questi vengono comunque realmente acquistati e custoditi per noi da parte di Revolut. A livello sistemico, questo porta ad alcuni benefici:

  • Più denaro fiat viene convertito in Bitcoin, il che fa aumentare il prezzo, l’interesse generale per la materia e quindi, come conseguenza indiretta, anche l’adozione
  • Poiché l’utente può spendere direttamente bitcoin con la carta di debito (Visa o Mastercard) contribuisce ad aumentare il numero di compravendite in bitcoin nel mondo. Si tratta di transazioni fatte a prezzo di mercato per acquistare beni e servizi, le quali fanno quindi aumentare il volume di scambi “reali” fra bitcoin e moneta fiat rispetto ai movimenti di trading speculativo, diminuendo così la volatilità del prezzo
  • Le banche non possono fare riserva frazionaria sulle quantità detenute in cryptocurrencies, perciò non avviene espansione monetaria (per info in merito, si visiti la sezione “Moneta” del blog). Revolut quindi, grazie alle crypto, diventa una “banca” che offre una soluzione per evitare la riserva frazionaria. Possiamo così evitare che circa il 99% dei nostri soldi siano spesi dalla banca a suo piacimento, cosa che in Europa non è possibile prevenire (non esistono Custodian banks a riserva 100%, come invece ci sono ad esempio negli Stati Uniti).
  • Un servizio come Revolut permette quindi al correntista “etico” di svolgere la sua piccola parte per combattere le distorsioni economiche dell’attuale regime monetario basato sul debito. Revolut non può che avere un ruolo minimo sulle dinamiche macroeconomiche che governano il mondo, ma a livello aggregato l’economia in crypto sta crescendo sempre di più e avrà presto impatti sostanziali (ricordiamo che Bitfinex detiene l’account cash più grande in valuta fiat all’interno della più grande custodian bank del mondo, come riportavo in questo articolo). Revolut è solo una goccia nel lago, ma il lago è fatto di nient’altro che molte piccole gocce e da qualche parte si dovrà pure iniziare per cambiare il mondo.

Prima di parlare della sezione crypto, vediamo brevemente le caratteristiche di Revolut come conto corrente tradizionale.

 

CONTO REVOLUT – VANTAGGI E SVANTAGGI

Vantaggi:

+ aprire un conto su Revolut è più veloce che registrarsi su Facebook. Scarichi l’app, inserisci mail e password e già puoi utilizzare il conto fino a un limite di 250 euro. Per superare il limite bisogna verificare la propria identità, aggiungendo i dettagli anagrafici di base e facendo una foto a un documento, che viene accettato senza problemi (che invece ho riscontrato con altre applicazioni).

revolut_top up and limits

 

+ ha un conto SWIFT UK su cui potete inviare denaro tramite bonifico per ricaricare il conto Revolut (specificando in descrizione il referral, altrimenti Revolut non vi identifica, un po’ come funziona per i bonifici agli exchange Bitcoin)

+ ha un conto IBAN in Euro, che è un vostro conto personale, a differenza dello SWIFT, e che quindi potete usare anche per ricevere lo stipendio.

+ bonifici e prelievi sono gratuiti in tutto il mondo per 26 monete diverse. I prelievi agli sportelli purtroppo sono gratis soltanto entro un tetto di 200€ al mese, oltre costano il 2%. Il bonifico ormai nel 2018 raramente si paga anche coi conti tradizionali, così come un prelievo, almeno in Europa. Tuttavia il prelievo gratis al di fuori dell’UE si trova difficilmente anche usando i “conti online” (CheBanca, INGdirect, etc.) quindi sotto questo aspetto Revolut è sicuramente un servizio competitivo.

+ permette di convertire istantaneamente i propri soldi in oltre 130 diverse monete fiat (o 5 crypto se la sezione è abiltata: BTC, BCH, XRP, ETH, LTC). Mostra i tassi di cambio e permette di impostare degli alert quando i prezzi si muovono oltre certe soglie.

conversion_alerts_revolut

+ trasferire soldi ad altre persone che hanno un conto Revolut è tanto veloce all’interno dell’app quanto mandare un messaggio in chat su Whatsapp. I propri contatti Revolut sono restituiti automaticamente dalla rubrica del telefono.

+ per quanto riguarda pagamenti, prelievi e conversioni in valuta fiat non sono applicate fee di conversione o maggiorazione del tasso di cambio (almeno per trasferimenti fino a 6000€), il che rende conveniente usare Revolut all’estero.

+ si utilizza esclusivamente da app smartphone. La navigazione dell’app è fluida e ci si muove con estrema rapidità senza paura di sbagliare: congelare la carta di debito, cambiare o sbloccare il pin dopo 3 tentativi falliti, impostare limiti ai pagamenti, aggiungere opzioni di sicurezza facoltative etc., è tutto semplice, chiaro e veloce.

+ la reportistica e gli analytics sono ben fatti, semplici ma completi. In questi screenshot si possono vedere come vengono categorizzate le spese (anche in Bitcoin). Cliccando su ogni spesa ci sono anche dettagli aggiuntivi, compreso il punto esatto in cui è avvenuta la spesa sulla mappa (google maps).

+ offre opzioni facoltative che si possono abilitare in qualsiasi momento, come un’assicurazione medica per i viaggi, o una device insurance, che è un’assicurazione sullo schermo o contro il danneggiamento dello smartphone. L’app riconosce in automatico il telefono su cui è installata Revolut, formulando all’istante un preventivo e mostrando lo sconto rispetto ad altre opzioni di assicurazione. Inoltre offre l’opzione di bloccare alcuni fondi per un tempo determinato dentro ad un “Vault”, una sorta di salvadanaio.

Revolut_insurance_other

Svantaggi:

  • Il limite mensile dei prelievi gratuiti è di 200€, oltre costano il 2%
  • La sezione crypto per il conto base è accesssibile solo dopo aver fatto registrare 3 amici o parenti, altrimenti è necessario fare upgrade al conto Premium.

Il conto Premium, che io sconsiglio per via del costo di 7,99€ al mese (che trovo troppo alto rispetto ai “benefici”) include:

+ limite a 400 euro di prelievi gratuiti al mese anziché 200

+ l’assicurazione medica è inclusa, c’è inoltre uno sconto se si sceglie anche di fare l’assicurazione sullo smarpthone

+ la spedizione della carta di debito è express (2/3gg) e gratuita, non impiega quindi le due settimane di attesa con il conto base

+ c’è la possibilità di scegliere una carta Mastercard anziché Visa, che ha anche una grafica migliore rispetto alla carta base Revolut che personalmente non mi piace (ma sono gusti)

APERTURA DEL CONTO E SPEDIZIONE CARTA DI DEBITO

L’apertura del conto è velocissima, personalmente l’ho effettuata in circa 2 minuti (all’una di domenica notte, a dimostrazione che il processo è totalmente automatizzato) effettuando i seguenti passaggi uno di seguito all’altro:

1) Scarico e installo l’App dal playstore (Android) o itunes (iOS).

2) clicco su ordina carta (fisica) per ricevere la carta di debito Revolut

3) inserisco i dati di una mia carta di credito per caricare il conto revolut, che ho ricaricato subito di 10 euro (ho usato una carta di credito per velocizzare il processo, ma ovviamente il conto si può ricaricare anche con bonifico)

4) Ho selezionato di voler ricevere la carta con spedizione “standard delivery” al costo di 5.99€, la quale ha impiegato 2 settimane (ordinata 29 aprile -> ricevuta il giorno 11 maggio). Con il conto premium non avrei pagato la spedizione e la carta sarebbe arrivata in 2gg lavorativi.

.

5) Ovviamente, per attivare la carta di identità ho bisogno di identificarmi. Scatto quindi con lo smartphone una foto del volto e due foto alla carta di identità per le pratiche di riconoscimento del cliente (know your customer). Le foto vengono accettate immediatamente

6) Revolut mi ha già scalato i 5.99€ della spedizione della carta.

Insomma in pochi minuti ho finito tutte le pratiche “burocratiche” che Revolut potesse chiedermi e ogni passaggio si è svolto con estrema semplicità.

TRASFERIMENTO DI DENARO AI CONTATTI

Revolut mostra all’interno dell’app come propri “contatti” altri possessori del conto Revolut automaticamente rilevati dalla mia rubrica telefonica. Non sarà proprio a prova di privacy, ma così ho scoperto chi fra le mie conoscenze avesse già una Revolut. È curioso notare che fra questi contatti ci sono anche alcuni personaggi particolarmente “illustri” nel mondo Bitcoin, ma poiché io tengo particolarmente alla privacy dei miei più cari amici, mi premuro di censurare infallibilmente i loro nominativi rendendoli irriconoscibili grazie a delle larghissime bande nere, come potete vedere dallo screenshot sotto. Sono certo che non li riconoscerete.

Con i propri “contatti” di Revolut è possibile scambiare denaro, in modo istantaneo e gratuito, poiché l’app aggiorna nell’immediato i conti degli utenti che transano internamente. Ho quindi provato l’invio di denaro a un ignaro amico. I 50 centesimi sono stati recapitati immediatamente a Guido con la velocità di un messaggio di chat (e mai tornati indietro ahimé, pessimo Guido). La semplicità e comodità di trasferimento sono una bella comodità: se vi fate una vacanza ad Amsterdam e improvvisamente scoprite di aver finito i soldi, potete aver salva la vita pietendo denaro ai vostri contatti Revolut, come per esempio ha fatto di recente Guido (pessimo Guido).

ACCESSO E UTILIZZO DELLA SEZIONE CRYPTO

Come già anticipato, per accedere alla sezione crypto è necessario invitare almeno 3 amici o familiari ad iscriversi su Revolut. Poiché a loro non costerà nulla (se non tre minuti del loro tempo per scaricare l’app e registrarsi), confido che riuscirete nell’impresa abbastanza in fretta. L’alternativa, che personalmente non ritengo conveniente, è quella di passare al conto premium.

Intanto che attendo di ricevere la carta di debito, inizio a giocare un pochino con la sezione crypto. Carico quindi 200€ su Revolut dalla mia carta di credito ING Direct e mi sposto nella sezione Cryptocurrencies dell’app per testare un po’ di cambi in Bitcoin.

Compro quindi 200€ di Bitcoin a un tasso di cambio mostrato dall’app di 6575,3136€.

Questo tasso è molto più alto di qualsiasi altro exchange, che in quel momento registravano questi prezzi di mercato:

Bitfinex: 6475

Kraken: 6468

GDAX: 6477

Coinbase: 6463

Ho convertito quindi 200€ in 0,03041089btc e immediatamente dopo la conversione, mi sono ritrovato un controvalore in euro di 196,82. Insomma ho perso oltre 3€ con l’operazione.

Revolut dice di non applicare commissioni, ma il prezzo è diversissimo fra la vendita e l’acquisto, per cui le commissioni ci sono eccome: nello stesso istante potrei vendere bitcoin al prezzo di 6360,45€ oppure comprare bitcoin al prezzo di 6574,03€, dove il prezzo medio di mercato sugli exchange tradizionali è 6470€ Facendo quindi due calcoli, la maggiorazione del prezzo comporta una “commissione d’acquisto” dello 1,6%. E non è l’unico costo da sostenere: infatti, poiché i bitcoin ottenuti non si possono trasferire al di fuori di Revolut, anche la “commissione di vendita” (il tasso di cambio alla vendita) è da tenere in considerazione, la quale calcolata al momento è 1,8%.

In totale, con quell’operazione di compravendita di bitcoin ho perso circa il 3,3%, poiché Revolut gioca sui tassi rispetto ai prezzi di un exchange tradizionale Bitcoin. In un’altra occasione ho fatto degli screenshot per evidenziare le differenze di prezzo (a sinistra la vendita di btc, a destra l’acquisto):

C’è quindi da mettersi le mani nei capelli e urlare al furto? Non proprio, poiché bisogna considerare che qualsiasi servizio che permette di acquistare crypto con carta di credito fa pagare commissioni del 3-4% (Coinbase il 4%). Perciò, se scegliete di caricare il conto con carta di credito, Revolut non è il peggiore servizio, anzi è fra i migliori, a livello di commissioni, sul mercato. Di converso, se dovete attendere un bonifico, allora Revolut è decisamente da scartare perché infinitamente più costoso di qualsiasi exchange (che viaggia su commissioni dello 0,2 o 0,3%).

USARE LA CARTA DI DEBITO

Dopo due settimane ho ricevuto la carta, una Visa contactless, ma a scelta per gli utenti Premium ci sono vari tipi di Mastercard che esteticamente apprezzo di più. Il cofanetto infatti è di buona fattura, ma la scelta cromatica non rispecchia molto i miei gusti.

Il pin della carta lo si imposta dall’app, da cui si può anche bloccare la carta o impostare limiti di spesa. Per modificare il PIN, dobbiamo agire da un qualsiasi sportello ATM.

Relativamente all’utilizzo della carta, ci sono due cose che dobbiamo tenere in mente.

  • Se il conto è vuoto in moneta fiat, ma si possiedono bitcoin, la carta scala direttamente questi ultimi, permettendovi di pagare/prelevare senza dover prima effettuare manualmente la riconversione in euro nell’app. Questo significa che effettivamente l’utente potrà possedere sul conto esclusivamente bitcoin, senza mai dover tornare alla valuta fiat. Tuttavia se abbiamo anche solo una piccolissima cifra in moneta fiat (ad es. 20 centesimi di euro) e proviamo ad effettuare un pagamento o prelievo, il POS o l’ATM impediranno l’operazione, dicendo che il bilancio è insufficiente, a prescindere da quanti bitcoin abbiamo. Quindi è bene assicurarsi di non avere residui in moneta fiat sul conto.
  • Al prelievo in euro generalmente l’ATM riconosce la Revolut come carta in sterline inglesi e quindi chiede se si vuole applicare un tasso di conversione. Questo accade sia se sul conto abbiamo Euro, Bitcoin o altre valute. Sullo schermo verrà mostrata una schermata in cui si chiede se l’addebito (per la conversione) deve essere calcolato dal software del bancomat ATM al suo tasso di exchange (che è sempre maggiorato), o se lasciare il calcolo a Revolut (in quel caso, non pagherete una commissione di exchange). In base alla banca il messaggio può differire, ma per non pagare la commissione, bisogna scegliere sempre l’opzione che di solito riporta un testo del tipo “No Conversion”, “Without conversion” oppure “Debit in Local Currency”.

 

CONCLUSIONE:

In definitiva, per l’ecosistema Bitcoin Revolut è un servizio adatto esclusivamente ai novizi e come conto corrente è particolarmente adatto ai giovani che ancora non ne hanno uno. Ma registrare un conto base è consigliabile comunque a tutti, giusto per avere un’opzione in più a costo zero. Specie se viaggiate, potreste talvolta trovare più conveniente spendere e prelevare i vostri soldi con Revolut rispetto alle alternative. È un’opzione valida anche quando bisogna regolare conti fra amici o familiari, dato che trasferire denaro da app ad app è comodissimo.
Nella quotidianità però, cosa se ne può fare l’Alberto De Luigi di turno? Personalmente, cotinuerò a utilizzare Revolut principalmente in un’unica occasione: ho trovato molto comodo prelevare dagli ATM gli euro caricati sul conto Revolut tramite la mia carta di credito, mentre prelevarli direttamente dalla carta di credito è costosissimo (nel mio caso ho ING Direct e pago una commissione del 4% dell’importo, con un minimo di 3€). Direte voi: “ma quando mai ti capita di prelevare da carta di credito?”. Forse sarò l’unico, ma in quanto possessore di “quasi” soltanto Bitcoin, ogni tanto mi capita di far male i conti e di aver bisogno di contanti quando sono rimasto totalmente a secco di euro sul conto corrente. In questi casi di emergenza, intanto che aspetto il bonifico dall’exchange, anziché prelevare contanti dalla carta di credito ricarico la Revolut e li prelevo da lì in men che non si dica.

Per “vivere in Bitcoin” Revolut non è certo un’opzione, per cui carte come la Wirex risultano indispensabili, ma sono ancora lontane dal desiderata (meglio le defunte Xapo e Coinsbank). Speriamo che presto servizi come Coinsbank o altri exchange ottengano finalmente la licenza bancaria per cui stanno lottando, così che possano emettere la propria carta di debito, mettendo la parola fine a ogni attrito che ancora, purtroppo, oggi c’è nello spendere Bitcoin. Tutto questo, nell’attesa di quel giorno in cui non avremo bisogno di nessun servizio di intermediazione, poiché chiunque accetterà direttamente Bitcoin.

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Come installare l app Electroneum su Android

Nota: la versione iOS dell’app è ancora in fase di revisione e non è ancora disponibile.

 

Electroneum ha lanciato un’app con cui gli utenti possono minare ETN. L’app fornisce anche un’interfaccia user-friendly per eseguire facilmente una serie di attività sulla blockchain di Electroneum.

In questo post, ti guiderò attraverso il processo di installazione dell’app e ti mostrerò come partecipare a una competizione settimanale per vincere 5.000 monete ETN.

Al momento, gli utenti possono utilizzare l’app per:

Install Electroneum App on Android

     Il mio Electroneum sullo sfondo
Visualizza il saldo del portafoglio dell’app
Invia monete ETN ad un altro portafoglio ETN
Importa monete ETN da un portafoglio di carta non in linea al portafoglio dell’app
Vedi un feed dal vivo del prezzo ETN corrente
Calcola facilmente il valore di un certo numero di ETN in Bitcoin o in USD
Vedi un elenco di scambi che elencano ETN
Invita gli amici tramite un sistema di rinvio

Quindi, come si installa l’app?

 

 

Scarica l’app Electroneum

Inizia scaricando l’app Electroneum dal Google Play Store qui.

NB: assicurati di seguire il link sopra indicato. Durante la ricerca di Electroneum sul Google Play Store troverai varie app con lo stesso nome, inclusa una versione ufficiale precedente dell’app che è stata interrotta.
Registra un account

Prima di poter utilizzare l’app, è necessario prima creare un account sul sito Web di Electroneum. Il processo potrebbe sembrare noioso ma è lì per la sicurezza delle tue monete.

Ecco cosa devi fare:

Visita my.electroneum.com e fai clic su Crea un account.
Registrati utilizzando un nome utente e una password univoci (puoi anche registrarti utilizzando il tuo account Facebook). Tieni presente che in questo processo dovrai fare clic su molti pulsanti “I’m not a robot”. Questo è per tenere fuori i cattivi e proteggere le tue monete.
Dovrai quindi verificare il tuo indirizzo email facendo clic su un link in un’email inviata all’indirizzo che hai inserito.
Fornire un numero di telefono cellulare a cui si ha accesso in questo momento. Electroneum invierà un codice di conferma a questi numeri di cellulare (una precauzione per impedire agli spammer di creare più account).
Quando arriva il messaggio SMS, digita il codice di conferma.
Fornire un indirizzo e-mail che verrà utilizzato per reimpostare il codice PIN nel caso in cui lo si dimentichi (questo indirizzo e-mail deve essere diverso da quello utilizzato inizialmente).

 

Digitare ora un nuovo codice PIN a 5 cifre e confermarlo una seconda volta. L’app ti chiederà successivamente questo codice PIN all’avvio dell’app o prima di elaborare qualsiasi transazione.
Infine, un’e-mail verrà inviata alla tua email (quella con cui ti sei registrato) a conferma dell’email di recupero del PIN che hai inserito. Clicca sul link nell’e-mail per procedere.

È ora possibile accedere all’app Electroneum utilizzando l’indirizzo e-mail, la password e il codice PIN forniti in precedenza.

Una volta effettuato l’accesso, probabilmente dovrai verificare il tuo dispositivo facendo clic su un link inviato al tuo indirizzo email (questa è una procedura una tantum per autenticare il tuo indirizzo IP e impedisce a qualcun altro di accedere al tuo account usando un IP diverso) .

Phew, ci sono un sacco di e-mail e conferme!

Ma state tranquilli, è tutto per la vostra sicurezza …

Ottieni ETN bonus inviando i tuoi amici

L’Electroneum ha un sistema di riferimento virale che incentiva gli utenti a presentare i loro amici all’app.

Il sistema di rinvio funziona su un sistema basato su commissione. Per ogni utente a cui fai riferimento, ottieni un bonus ETN del 5,00% in base a quello che stanno facendo. Inoltre, i tuoi referral riceveranno un bonus dell’1,00% in aggiunta a quello che estraggono quando inserisci il tuo codice di riferimento.

Quindi per ogni 10 ETN estratto da uno dei tuoi referenti, riceverai 0,5 ETN e riceveranno 0,1 ETN come bonus. Questo sistema è vantaggioso sia per la persona di riferimento che per il referente ed è stato progettato per stimolare l’adozione di massa.

LEGGI ANCHE: come funziona il sistema di referral di Electroneum

 

Per riferire i tuoi amici, vai alla scheda Altro in fondo all’app e fai clic su Guadagna monete gratuite. Quindi fare clic su Mostra il mio codice di riferimento / QR. Una volta che i tuoi amici si sono registrati, fai scansionare il codice QR che viene visualizzato sul tuo telefono. Vedi questo articolo per un tutorial completo su come farlo.

Come ottenere il tuo bonus dell’1%

Come ho detto, ogni persona riferita riceverà anche un bonus dell’1,00% in aggiunta a quello che ha scoperto.

Da quando ti ho indirizzato all’app Electroneum, ti invitiamo a utilizzare il mio codice di riferimento   A65F5C   o a scannerizzare il codice QR qui sotto per abilitare il tuo bonus dell’1,00%. Questo è puramente facoltativo e non hai l’obbligo di utilizzare il mio codice.

 

Hai altre domande sull’installazione dell’app? Per favore fatemi sapere nei commenti.

 

 

 

 

 

 

 

attenzione alla truffa coi Bitcoin

Premessa: serve una certa dose di “fessitudine” per cadere in questa truffa… Ma visto che non si sa mai, ho deciso di parlarvene lo stesso, visto che sta girando parecchio.

Funziona in questo modo: ti arriva un’email intitolata “Il tuo account e hackerato!”

Ovviamente è falso, ma nell’email ti dicono che l’indirizzo a cui ti hanno scritto “e stato hackerato” (tra l’altro senza nemmeno l’accento sulla e…).

Se purtroppo ci credi, e vai avanti a leggere l’email, ad un certo punto ti dicono:

“Ma la cosa ancora piu interessante e che periodicamente ti abbiamo registrato con la web cam del tuo dispositivo, sincronizzando la registrazione con quello che stavi guardando!
Non credo che tu voglia che tutti i tuoi segreti vedano i tuoi amici, la tua famiglia e soprattutto la tua persona piu vicina.”

Non c’è bisogno che vi dica che anche questo è completamente falso. E’ solo una storia inventata per potervela scrivere via email sperando che siate così fessi da crederci!

 

 

Ma perchè vi scrivono ciò? Perchè poco dopo vi chiedono:

“Trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta Bitcoin XXX [l’indirizzo non lo pubblico].
Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti!
Dal momento in cui hai letto questo messaggio partira un timer.
Avrai 48 ore per trasferire la somma indicata sopra.”

 

Ok, persino la truffa della Fontana di Trevi di Totò era più sofisticata di questa, ma non bisogna mai dare troppe cose per scontate. Quindi se ricevete un’email del genere mettetela subito nello spam, e basta.

 

 

Prova di Pagamento FIXclub di Emanuele

Bentrovato in questa pagina,

ecco la Prova di Pagamento

Emanuele in FixClub

Di seguito l’elenco degli screenshot

delle prove di Pagamento su FixClub

All’inizio ho aderito con il pacchetto

White BTC  da 0,1  Bitcoin, al cambio attuale

600 euro circa.

Considerando che vengo pagato

dal Lunedì al Venerdì, non il weekend.

Significa che 1,2% giornalieri

per 260 giorni in un anno,

avrò un profitto di 0,312 Bitcoin

dopo un anno, che al cambio attuale

corrisponde a 1.800 euro circa.

Considerando  altri Bonus ed il crescente valore

della Moneta Bitcoin

Ad oggi mi trovo con il seguente Guadagno

Ho Trasferito i  Bitcoin Guadagnati

sul mio Portafoglio personale CoinBase,

  per vedere se la piattaforma

è funzionante al 100%.

questa la situazione qualche ora prima,

ho trasferito 0,1124 Bitcoin dal 5 settembre 18    –

al Wallet online Coinbase dove è possibile

Scambiarli in euro.

Video dei Pagamenti

 

poi sono andato a verificare nella

Blockchain di Bitcoin

 

Registrati e inizia a guadagnare.

Sii il primo in FIX CLUB.

Risponderò a tutte le domande

e aiuterò a costruire il tuo team

 

quante conferme aveva raggiunto la Transazione, per vedere quanto tempo mancava.

Pannello di Trasferimento verso il mio Coinbase

Avvenuto con successo il trasferimento meno le FEEE

verifica delle 6 conferme,

nella Blockchain Bitcoin

Transazione andata a Buon Fine.

Ecco la Prova

che tutto Funziona alla perfezione.

Il mio consiglio

è quello di riacquistare sempre Bitcoin [ BTC ]

coi guadagni ottenuti,

perchè mentre l’euro subisce

l’inflazione costante

con conseguente perdita di Valore.

Bitcoin invece ha dimostrato

la crescita dalla nascita .

Quanto varrà  Bitcoin tra DUE anni ???

Quanto varrà l’euro tra un anno ???

Se nell’anno 2009 qualcuno ti avesse detto
che acquistando 100 euro in Monete Bitcoin
che allora Valeva  3 CENTESIMI ed oggi
ha abbattuto il muro dei 6 MILA euro ,
oggi chi saresti ???

Esempio pratico :

nell’anno 2009 comprare 100 euro

di Valore  in  Bitcoin,
oggi avresti Milioni  di  Euro  !!!

Perchè conti alla mano, con 100 euro

acquistavi 3.333 Bitcoin.

Oggi 3.333 Bitcoin  X 6.000 euro cadauno ,

significa avere in Portafoglio circa 19 Milioni di euro !!!

Ora se Vuoi davvero il Tuo Cambiamento
sono in grado di darti delle INFOrmazioni preziose.
Contattami e ti spiego Come !!!

Per essere inserito nel

gruppo Telegram

scrivi Qui :   @emanuelefly

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Prova di Pagamento Emanuele in LiraCoin

Bentrovato in questa pagina, ecco la Prova

di Pagamento Emanuele in LiraCoin

Di seguito l’elenco degli screenshot

delle prove di Pagamento su LiraCoin.

All’inizio ho aderito con il pacchetto DBminer

da 500 Dollari.

Considerando il profitto dello Stoccaggio

delle Monete col POS

(Proof of Stake- tradotto prova di stoccaggio).

Considerando che il 70% viene pagato subito

ed il 30% accantonato per 500 Giorni.

Considerando altri Bonus ed il crescente

valore della Moneta LiraCoin.

Ad oggi mi trovo con il seguente Guadagno

91,51 – LIC – LiraCoin.

Ho scambiato i Lic Guadagnati in Bitcoin

per vedere se la piattaforma

è funzionante al 100%.

questa la situazione qualche ora prima,

ho trasferito 91,51 – LiraCoin

al Wallet online Licex.io dove è possibile

Scambiarli in Bitcoin

attualmente unico exchange

dove è possibile tradare Lira.

qui dal Lira-coin.club a Licex.io

dopo aver richiesto il Prelievo di LiraCoin

arriva una Transaction Password

nella propria mail , la stessa utilizzata

per registrarsi in Lira-Coin.club

questo la dicitura della transazione

avvenuta nel proprio account

poi sono andato a verificare nella Blockchain

di LiraCoin :  

http://www.liraexplorer.com/

  quante conferme aveva raggiunto la Transazione,

per vedere quanto tempo mancava.

il portafoglio online LiraCoin.club  era azzerato.

qui l’operazione di vendita dei LiraCoin,

trasformati in Bitcoin, al valore del momento.

 

Storico del trading.

L’iscrizione al backoffice è gratuita. All’interno troverai documenti di testo,video e molto altro per guidarti nei tuoi primi passi.

 

 

Pannello di Trasferimento verso il mio Coinbase

Avvenuto con successo il trasferimento meno le FEEE

verifica delle 6 conferme,

nella Blockchain Bitcoin

Transazione andata a Buon Fine.

Ecco la Prova

che tutto Funziona alla perfezione.

Il mio consiglio

è quello di riacquistare sempre LiraCoin [ LIC ]

coi guadagni ottenuti,

perchè mentre l’euro subisce

l’inflazione costante

con conseguente perdita di Valore.

LiraCoin invece ha dimostrato

la crescita dalla nascita ,

da marzo 2018 al valore di 0,80 Dollari

oggi vale circa 4 dollari a moneta.

Quanto varrà LiraCoin tra un anno ???

Quanto varrà l’euro tra un anno ???

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La Blockchain è Hackerabile ?

Ogni nuova tecnologia che viene fuori si porta dietro una lunga serie di domande. La Blockchain non è diversa.

Nei post precedenti, qualcuno di voi ci ha chiesto, come faccio a mantenere l’affidabilità della moneta e fidarmi che non ci siano hacking?
Le criptovalute sono una meraviglia della matematica. Hackerare per tentativi un indirizzo Bitcoin richiederebbe miliardi di anni. Per questo si dice che la blockchain sia inhackerabile.

È necessario raggiungere un consenso per creare e chiudere un blocco e ogni transazione all’interno del blocco deve essere convalidata. Ogni blocco sulla sua estremità ha un collegamento ad un altro blocco. E ogni utente ha una copia di tutti i blocchi sincronizzata. Un meccanismo che rende la blockchain praticamente immutabile.

Ovviamente ci sono Blockchain più sicure, altre meno. La Blockhain di Bitcoin per esempio è ormai testata e, dopo numerosi attacchi ricevuti in 10 anni, sicura.

Sì, ci sono stati molti casi di furto, ma a causa della mancanza di precauzione da parte dei proprietari, problemi con l’autenticazione a due fattori e altri problemi simili.

Dalla parte della Blockchain un wallet è virtualmente inackerabile. Dalla parte dell’utente invece no.
L’utente deve infatti proteggere con cura i propri dati di accesso.

Sia l’indirizzo pubblico (se non volessi far sapere l’entità dei tuoi fondi) ma soprattutto la chiave privata che utilizzi per entrare nel portafoglio e certificare che sia proprio tu il proprietario.

Se qualcuno entrasse in possesso della tua chiave privata, non c’è niente e nessuno che possa impedire che i tuoi fondi vengano trasferiti ad un indirizzo a cui non hai accesso. Non c’è un ufficio reclami o uno sportello al quale ti possa appellare per chiedere indietro i tuoi fondi.

La blockchain sposta la gestione e le responsabilità sull’utente. Nessun firewall. Nessun intermediario. Nessun organo superiore d’appello. It’s your business.

Come quando perdi il portafoglio in strada, così quando perdi la private key è molto probabile che il contenuto del portafoglio venga svuotato.

Quindi, in conclusione, la Blockchain è sicura? Sicurissima, impossibile da hackerare.

La domanda che dovresti farti è: quanto è ben custodita la mia Private Key?

Exchange centralizzati ed exchange decentralizzati- ecco la Differenza

Cos’è un exchange di crittovalute?

Gli exchange sono semplicemente dei siti web che mettono in contatto domanda ed offerta (ovvero chi compra e chi vende) e  può essere considerato una sorta di mercato online per l’intera rete delle monete digitali. In questo articolo mi piacerebbe soffermarmi ed analizzare le due macro-categorie che fanno parte di questo insieme. Metteremo quindi a confronto gli exchange centralizzati e gli exchange decentralizzati, cercando di capire le differenze tra gli uni e gli altri e quale delle due soluzioni sia la migliore.

Cosa sono gli exchange centralizzati ?

In passato, il termine centralizzato descriveva tutte le istituzioni che gestivano le finanze. In un sistema centralizzato, esiste un intermediario affidabile che gestisce i beni di scambio. Questo intermediario, nel mondo delle crittovalute, è proprio l’exchange centralizzato (es: Binance o Bittrex per citare i più famosi). In poche parole utilizzare un exchange centralizzato significa fidarsi di qualcun altro per la gestione del proprio denaro, che è un pò la funzione che svolgono le banche. Nel momento in cui gli utenti depositano le loro crittovalute in questi tipi di exchange, questi ultimi emettono un IOU (acronimo di “I Owe You”, ovvero un documento informale che riconosce un debito dovuto) che può essere scambiato liberamente sulla piattaforma. Quando l’utente decide di ritirare i propri fondi, questi vengono riconvertiti nella crittovaluta che rappresentano e successivamente vengono inviati al proprietario.

Pro

  1. Semplice da usare
  2. Liquidità
  3. Possibilità di acquistare direttamente in valuta FIAT(non tutti)
  4. Facilità nel recuperare password perdute e account
  5. Funzionalità di trading avanzato (stop loss, margin trading, lending ecc.)

Contro

  1. L’utente non ha veramente il controllo delle proprie crittovalute(non ne detiene le chiavi private)
  2. Non è anonimo (in quanto, nella maggior parte dei casi ti sarà richiesta la verifica dell’identità)
  3. Alto rischio di hackeraggio
  4. Rischio di inattività causato da errori di sistema e/o aggiornamenti

Cos’è un exchange decentralizzato ?

Un exchange decentralizzato è un mercato di scambio che non si basa su un servizio di terzi per detenere i fondi degli utenti. Gli scambi avvengono direttamente tra gli utenti (peer to peer) attraverso un processo automatizzato. Tutto questo può essere fatto creando un token proxy (che rappresenta una determinata valuta fiat o crittovaluta), o attraverso un sistema di escrow decentralizzato multi-firma. Il vantaggio principale nell’usare un exchange decentralizzato rispetto a uno centralizzato è la loro natura trustless. Non sei obbligato a fidarti della sicurezza o dell’onestà dell’exchange poiché i fondi sono detenuti da te nel tuo portafoglio personale e non in quello di una terza parte. Un altro vantaggio del modello decentralizzato è la privacy che fornisce. Gli utenti non sono tenuti a divulgare i propri dati personali a nessuno per iscriversi o utilizzare l’exchange stesso.

Pro

  1. L’utente è proprietario delle sue cryptovalute e dei suoi fondi.
  2. Completamente anonimo
  3. Essendo decentralizzato e basato su blockchain il rischio di hackeraggio è davvero basso se non inesistente
  4. Non ci possono essere downtime o interruzioni del servizio
  5. Funzionalità di trading avanzato (stop loss, margin trading, lending ecc.)

Contro

  1. Non molto semplice da utilizzare
  2. Bassa liquidità
  3. Strumenti di trading assenti (solo compravendita)

Conclusione

In questo momento storico, la praticità di un exchange centralizzato e la possibilità di avere al loro interno potenti strumenti di trading sono un grosso vantaggio. C’è da ricordarsi però che la grande rivoluzione di Bitcoin è di aver restituito la sovranità del proprio patrimonio e di aver creato un sistema per trasferire e mantenere i propri fondi senza dipendere da terze parti.
Utilizzando exchange centralizzati questa filosofia va a perdersi, soprattutto se utilizzati ERRONEAMENTE come veri e propri wallet.
Sicuramente, in un futuro non troppo lontano, gli exchange centralizzati verranno sostituiti da exchange decentralizzati molto più performanti di quelli che troviamo oggi online; o almeno è quello che mi auguro.

Se questo articolo ti è piaciuto o vorresti semplicemente avere maggiori informazioni entra nel nostro gruppo Telegram, ti aspettiamo!

cosa è il Paper wallet Cryptato

Uno dei metodi più sicuri per tenere al sicuro Bitcoin è creare un paper wallet! Ma come funziona esattamente un paper wallet? Come si crea un paper wallet per Bitcoin criptato? In questo articolo risponderemo a tutte queste domande!

 

 

Cos’è un paper wallet

Un paper wallet è una tecnica di cold storage, cioè un metodo per salvare cryptovalute in un dispositivo reale, non connesso ad internet. Un paper wallet è infatti un foglio di carta, su cui saranno scritte le due chiavi: la chiave pubblica e la chiave privata! Andiamo a vedere un esempio di Paper Wallet:

 

Ogni paper wallet si divide in due parti: la parte pubblica (la parte gialla a sinistra) che piegando il foglio sarà visibile, mentre la chiave privata verrà nascosta. A sinistra del QRCode infatti è presente un quadrato scuro, proprio per evitare che la chiave privata sia visibile da dietro il foglio!

I QRCode in questo caso sono la rappresentazione grafica delle corrispettive chiavi. Devi farti inviare dei Bitcoin? Puoi inviare una foto del tuo QRCode pubblico senza il bisogno di trascrivere e inviare l’intero indirizzo. Per comodità puoi scattare una foto del QR pubblico e salvarla nel tuo smartphone o PC; al contrario però evita assolutamente di salvare foto della chiave privata! Ricorda che cancellare un file dal tuo pc non rimuove il file dall’hard disk, e prima di essere cancellato potrebbe venire rubato o aperto da sconosciuti attraverso virus o furto fisico del dispositivo.

Come creare un Paperwallet Bitcoin

Ora che abbiamo parlato un po’ di PaperWallet sei pronto a creare il tuo primo Paperwallet per Bitcoin! Il servizio che useremo sarà bitcoinpaperwallet

In questa guida ti insegneremo a creare un paperwallet offline, per aumentare la sicurezza. Apri quindi bitcoinpaperwallet e premi “Download ZIP”.

 

Andremo così a scaricare sul nostro PC il generatore di paper wallet Bitcoin. Appena terminato il download disconnetti il tuo dispositivo da Internet: disattiva il Wi-Fi o stacca il cavo Ethernet, questo impedirà ad eventuali Malwares presente nel tuo PC di inviare dati all’esterno! Estraiamo l’archivio ZIP in una cartella e all’interno della cartella generata apriamo il file chiamato generate-wallet.html.

Ti verrà chiesto di spostare il mouse in maniera casuale, aggiungendo anche caratteri casuali in una barra di testo. A cosa servono questo processo? A generare entropia. L’entropia è un fondamento della crittografia che serve per creare una “base” da cui generare dei numeri casuali, necessari per creare le due chiavi di cui abbiamo bisogno! Una volta riempita la barra verde siamo portati nella pagina di stampa del Paper Wallet: possiamo scegliere diversi template grafici e lingua del testo: bianco e nero, natalizio (chi non vorrebbe un Bitcoin sotto l’albero di Natale 2019?) e addirittura template personalizzati, tutti disponibili anche in italiano. Prima di stampare però, c’è un altro argomento molto importante da affrontare: BIP38.

Come criptare un Paperwallet Bitcoin

Abbiamo detto che nel nostro PaperWallet Bitcoin sono stampate le due chiavi, quindi anche la chiave privata che fornisce il controllo completo delle nostre monete. Cosa succederebbe se il nostro paper wallet venisse rubato? Che il ladro avrebbe tutti gli strumenti per controllare i nostri Bitcoin, come rimediare quindi? Con BIP38! Quando create un Paper Wallet avete la possibilità di crittografare la vostra chiave privata con una password: attraverso questa password il QR nel paper wallet non sarà sufficiente per lo sblocco delle monete.

 

 

Inseriamo la nostra password, o meglio passphrase. Ti stai chiedendo cosa sia una passphrase? Ecco un esempio:

casi botole stadi maglie venivo usura

Una passphrase diceware è una sequenza di parole separate da uno spazio o da un – , molto più difficile da crackare, anche solo con 5-6 parole. Se vuoi generare password di questo tipo usa questo generatore, oppure segui il metodo originale con due dadi da gioco spiegato qui!

Una volta inserita la nostra password o passphrase clicchiamo “Turn on BIP38 Encryption” e lasciamo elaborare il nostro PC! Pochi secondi e avremo pronto il nostro PaperWallet Bitcoin Criptato!

Stampiamo il nostro PaperWallet Bitcoin

Finalmente hai generato il tuo Paperwallet, magari sei sul divano con il tuo Notebook e per pigrizia stai lanciando il comando di stampa Wi-Fi.. Sbagliato! Alzati, avvicinati alla stampante e collega PC e stampante con il cavo: le stampanti Wi-Fi sono vulnerabili ad attacchi hacker, inoltre hai fatto un po’ di attività fisica. Ora che hai stampato il tuo PaperWallet puoi piegarlo e nasconderlo in un posto sicuro. Ecco una foto che mostra la giusta piega, per nascondere la chiave privata.

Ulteriore sicurezza

Questa guida era destinata ad un pubblico non-geek, non fornisce quindi un livello di sicurezza completo! Desideri aumentare il livello di sicurezza? Genera il paperwallet Bitcoin attraverso una distribuzione Linux in modalità Live! Puoi scegliere una distro qualsiasi, meglio se privacy-oriented come Tails, di cui trovi il Torrent qui! Ricorda sempre di disconnettere da Internet il PC prima dell’operazione, e buona stampa!

Se hai dubbi riguardo la procedura, entra nel nostro gruppo Telegram, ti aiuteremo a chiarire tutti i tuoi dubbi su Cripto e Sicurezza!

 

bitcoin paperwallet

 

Come piegare correttamente il tuo PaperWallet Bitcoin Criptato

 

 

Vocabolario delle Crypto

Glossario bitcoin e blockchain (raccolta di vocaboli meno comuni in quanto limitati a un ambiente o propri di una determinata disciplina, accompagnati ognuno dalla spiegazione del significato o da altre osservazioni).

Scarica il glossario bitcoin in formato PDF cliccando QUI.


INDICE:
Altcoin
Asic
Bit
Bitcoin
Blocco
Block Chain
Block reward
BTC
Chiave pubblica o Public key
Chiave privata o Privat key
Conferma
Crittografia
Cryptovaluta
Difficulty
Double Spend
ECDSA
Exchange
Fee o Transaction Fee

Firma
Genesis block
Hash
Hash Rate
Indice Bitcoin
Indirizzo Bitcoin
Megahashes
Mining
Output
P2P
Paper Wallet
Payment Processor
Portafoglio
Proof of work o PoW
Regole del bitcoin
Satoshi
SHA-256
Valuta FIAT
Wallet


Altcoin: è il termine generico per indicare le valute digitali, di cui esiste un mercato e che sono possibili scambiare nei siti di Exchange.

ASIC (e Miner ASIC): è l’acronimo di Application Specific Integrated Circuit, che è un circuito di silicio che esegue soltanto una funzione. Nel mondo delle valute digitali, questi circuiti eseguono l’algoritmo SHA-256 al fine di minare Bitcoin e validare le transazioni. Un Miner ASIC è l’hardware che alloggia circuiti ASIC. Essi si avvalgono della tua connessione Internet via modem o wireless mode, indipendentemente dai Bitcoin del tuo computer desktop.

Bit: il bit (da non confondere con l’unità binaria “bit” in informatica) o più comunemente uBTC o micro bitcoin è un’unità utilizzata per indicare una sotto-unità del bitcoin equivalente ad 1 milionesimo di BTC, quindi 1.000.000 di micro bitcoin (bit) = 1 bitcoin (BTC o ฿). Questa unità è solitamente più semplice da utilizzare per dare un valore o un prezzo a beni e servizi, senza dover usare gli 8 decimali, dato anche il continuo aumento di valore del singolo bitcoin; ad esempio una cena al ristorante del costo di 25 euro, in bitcoin (aprile 2017) costerebbe 0,02875, complicato da leggere, da calcolare e da contabilizzare; usando i micro bitcoin invece il conto sarebbe di 28.750 uBTC. Esistono altre unità di misura, meno utilizzate, ossia il mBTC (milli bitcoin, un millesimo di bitcoin) oppure il Satoshi, dal nome pseudonimo del creatore di BTC, equivalente ad un centomilionesimo di bitcoin; è l’unità più piccola attualmente possibile per il bitcoin ed indica un valore di 0.00000001 BTC.

In sintesi:
mBTC = milli bitcoin = 1 millesimo di bitcoin = 0.001 BTC
uBTC = micro bitcoin = 1 milionesimo di bitcoin = 0.000001 BTC
Satoshi= 1 centomilionesimo di bitcoin = 0.00000001 BTC

A causa del numero limitato di bitcoin (ne saranno creati al massimo 21 milioni entro il 2140) e della crescita del suo valore rispetto alle valute FIAT di riferimento come dollaro e euro, il bitcoin deve essere suddiviso in parti più piccole per migliorare e semplificare la spendibilità ed il calcolo di prezzi di prodotti e servizi. L’unità di misura più utilizzata attualmente è il microbitcoin o uBTC (ovvero un milionesimo di Bitcoin) e la semplice conversione si effettua moltiplicando o dividendo per un milione il valore di un Bitcoin per averne la conversione un uBTC.

Bitcoin: letteralmente “moneta di bit”. Definita “anche “valuta digitale”, moneta elettronica”, “criptovaluta”. La definizione più completa è, a nostro avviso, “moneta digitale peer to peer”. Bitcoin, con la B maiuscola, è usata quando si descrive il concetto di Bitcoin, o l’intero network stesso, per esempio “dobbiamo approfondire lo studio del protocollo di Bitcoin”, mentre bitcoin con la b minuscola è usata per descrivere i bitcoin come un’unità di conto, per esempio “vorrei pagare in pizzeria con i miei bitcoin, chissà se li accettano”. Spesso è abbreviato in BTC o XBT.

Block (blocco): un blocco è una registrazione di alcune o di tutte le più recenti transazioni che non sono ancora state registrate in alcuno dei blocchi precedenti, una parte della blockchain che contiene le informazioni relative alle transazioni avvenute successivamente al blocco precedente. Ogni blocco, in pratica, contiene tutte le transazioni da confermare e il numero di blocco che lo precede. La lunghezza della catena dei blocchi è un’informazione pubblica. Il tempo medio di creazione di ciascun blocco è di circa 10 minuti ed ogni nuovo blocco include delle transazioni, venendo poi aggiunto alla blockchain attraverso il processo di mining.

Blockchain: (catena di blocchi) è un registro pubblico e condiviso di tutte le transazioni bitcoin in ordine cronologico. L’ordine cronologico e la non modificabilità dei blocchi della blockchain rendono impraticabile il double spending, la doppia spesa, essendo la blockchain condivisa tra tutti gli utenti Bitcoin e utilizzata per verificare la permanenza delle transazioni. Nel mondo delle valute digitali è anche intesa come un termine che si riferisce alla totalità dei blocchi per cui i miner hanno trovato l’hash, a partire dalla nascita della valuta digitale in questione.

Block reward: Il termine si riferisce al reward, compenso, che i Miner ricevono quando trovano l’hash per un blocco di transazioni.

BTC: (o XBT) è l’abbreviazione esatta usata in ambito finanziario per bitcoin, in maniera simile a cui EUR lo è per Euro. Il simbolo ฿ è il suo corrispettivo, come lo sono € per Euro e $ per Dollaro ed e unità comune della moneta.

Chiave privata: una chiave privata (privat key) è una parte di dati segreti che provano che sei tu ad utilizzare bitcoin da un determinato portafoglio attraverso una firma crittografata. La tua chiave privata (o chiavi private) è conservata nel tuo computer se utilizzi un portafoglio software; è invece conservata in un server remoto se utilizzi un portafoglio web. La chiave privata non deve essere rivelata ad altri in quanto permette di utilizzare i fondi dal portafoglio bitcoin con chiave pubblica corrispondente.

Chiave pubblica (public key): è una sorta di “parola d’ordine” condivisibile con chiunque, sotto forma di sequenza di caratteri alfanumerici (lettere dell’alfabeto e numeri arabi). Per fare un’analogia bancaria potremmo definirla l’IBAN che accoppiata alla chiave privata (privat key o, sempre per usare un’analogia bancaria, il PIN segreto) viene usata per spendere i bitcoin. La creazione di un nuovo indirizzo genera un nuovo paio di chiavi, pubblica e privata, che vengono aggiunte al portafoglio (il nostro conto principale). Si possono possedere più coppie di chiavi, anche una per ogni transazione effettuata.

Conferma: indica che una transazione è stata processata e verificata dalla rete ed è praticamente impossibile che sia respinta. Normalmente basta una conferma ma perché la transazione passi allo stato definitivo di “confermata” sono necessarie 6 conferme (quando una transazione viene ammessa per la prima volta in un blocco, riceve una conferma. Ogni volta che quel blocco viene ammesso in blocchi successivi, riceve un’altra conferma. Dopo sei conferme, il client Bitcoin cambia stato ad una transazione portandola da “non confermata” a “confermata”). Il processo di conferma avviene attraverso il mining. Anche una singola conferma può essere considerata sicura per le transazioni di basso valore, sebbene per cifre maggiori come ad esempio 1.000 euro è consigliabile attendere le 6 conferme o più. Ogni conferma diminuisce esponenzialmente il rischio di una transazione respinta.

Crittografia: è la scienza che si occupa di proteggere delle informazioni rendendole incomprensibili a chi le dovesse intercettare, in modo che possano essere lette e capite solo dal destinatario, una branca della matematica che ci consente di creare prove matematiche per fornire elevati livelli di sicurezza. Il commercio e le operazioni bancarie online impiegano già la crittografia. Nel caso di Bitcoin la crittografia è impiegata per rendere impossibile a chiunque di spendere del denaro dal portafoglio di un altro utente o alterare la blockchain. Può essere anche utilizzata per criptare un portafoglio, in modo che non possa essere usato senza una password.

Cryptovaluta: altro termine generico usato per descrivere una valuta che è puramente basata sulla matematica come lo sono bitcoin, litecoin, zcash etc.

Difficulty: nel contesto Bitcoin, questa parola è usata per descrivere la difficoltà che un utente o una pool (gruppo di miners) deve fronteggiare quando vuole cercare l’hash di un nuovo blocco per la blockchain del Bitcoin.

Double Spend: se un utente malintenzionato prova a spendere i propri bitcoin verso due diversi indirizzi riceventi contemporaneamente, si tratta di doppia spesa. Il mining di Bitcoin e la blockchain esistono per creare un consenso sulla rete, per decidere quale delle due transazioni sia considerata valida ed abbattere il rischio di doppia spesa. Il double spending è comunque impedito dal processo messo in essere attraverso il mining e la blockchain: ogni transazione aggiunta alla blockchain assicura che la moneta non sia stata già spesa in precedenza.

ECDSA: abbreviazione per Elliptic Curve Digital Signature Algorithm, che è l’algoritmo leggero che il software Bitcoin utilizza per firmare le transazioni nel protocollo.

Exchange: un Exchange è un sito o un luogo dove i titolari di un account possono scambiare un valuta digitale per un’altra, o una valuta Fiat con una digitale e viceversa. TheRockTrading è un exchange italiano con base a Malta.

Fee o Transaction Fee: le transazioni che avvengono all’interno dei blocchi sono soggette ad un costo di transazione, chiamato transaction fee, generalmente davvero irrisorio, pagato ai miners che riescono a minare il blocco di cui farà parte la transazione stessa.

Firma: la crittografia asimmetrica consente l’uso della firma digitale in quanto il mittente di un messaggio può firmarlo attraverso la sua chiave privata e tutti sono in grado di verificare l’autenticità della firma grazie alla chiave pubblica. Nel caso di Bitcoin, un portafoglio Bitcoin e la sua/sue chiave privata/e sono collegati per mezzo di un vincolo matematico. Quando il tuo software Bitcoin firma una transazione con la chiave privata appropriata, l’intera rete può vedere che la firma combacia con i bitcoin spesi. E non c’è alcun modo per chiunque al mondo di indovinare la tua chiave privata per derubarti dei tuoi bitcoin.

Genesis block: il blocco Genesis è il primo in assoluto ad entrare nella blockchain di qualunque valuta digitale.

Hash: è il termine matematico per un algoritmo che prende un insieme di dati di qualsiasi lunghezza e composizione e li converte in un tipo di dato di lunghezza e composizione fissa.

Hash Rate: per hash rate si intende l’unità di misura della potenza di elaborazione della rete Bitcoin. Per fini di sicurezza la rete Bitcoin deve eseguire delle operazioni matematiche intensive, quindi questo termine riferito al bitcoin definisce la quantità di hash che un particolare miner può svolgere in un dato periodo di tempo. La funzione crittografica di hash è di trasformare un insieme di dati (o un messaggio) in una stringa alfanumerica di dimensioni fissa chiamata valore di hash.

Indice Bitcoin: è un indice di media pesata che mostra i controvalori di un bitcoin rispetto alla singola unità di valuta per ciascuna delle maggiori nel mondo del mercato valutario: EUR (euro); USD (dollaro USA); JPY (yen giapponese); GBP (sterlina inglese); AUD (dollaro australiano).

Indirizzo Bitcoin: è equivalente ad un indirizzo fisico o ad un indirizzo e-mail, la sola informazione che devi fornire a qualcuno affinché possa inviarti dei bitcoin. Una differenza importante con l’email è che, comunque, con bitcoin ogni indirizzo dovrebbe essere utilizzato unicamente per una singola transazione, per mantenere protetto l’anonimato. Ciascun utente della rete Bitcoin possiede un portafoglio contenente coppie di chiavi crittografiche. Gli indirizzi sono una sequenza alfanumerica (lettere e numeri, come ad esempio 1Fuu8QXDuXBLoFmWUG3WzWavQCkH2EpEL3) e ciascun utente può generarne a sua discrezione (la creazione non richiede contatto con i nodi della rete), anche una per transazione.

Megahashes/sec: questo termine si riferisce alla quantità di tentativi di hashing possibili per una data unità di elaborazione, durante un periodo di tempo; normalmente un secondo.

Mining: per mining si intende il processo che fa eseguire all’hardware del computer calcoli matematici al fine di creare nuovi bitcoin e di confermare le transazioni per aumentare la sicurezza della rete bitcoin. I miners (minatori) in sostanza, anziché estrarre oro da una miniera, “estraggono” algoritmi utilizzando hardware dei loro computer ed elettricità. Come ricompensa per il loro servizio, i di bitcoin possono incassare delle commissioni sulle transazioni che confermano, insieme ai nuovi bitcoin appena creati.

Mining pool: è un insieme di miners che si uniscono in squadra per generare Bitcoin in modo collettivo. La maggior potenza di calcolo richiesta suggerisce di unire le potenze computazionali per essere più competitivi, anche a causa del maggior numero di minatori attivi e dalla ricompensa in bitcoin dimezzata, passata da 50 a 25, da 25 a 12,5 a blocco per soddisfare la regola dell’halving o dimezzamento della reward.

Output: quando una transazione ha luogo, l’output si riferisce all’indirizzo di destinazione usato nella transazione.

P2P: per peer to peer (abbreviato in P2P) si intendono i sistemi che funzionano come un collettivo organizzato permettendo ad ogni individuo di interagire direttamente con gli altri. Nel caso di Bitcoin, la rete è costruita in modo che ogni utente trasmetta le transazioni degli altri utenti. E, fatto di importanza cruciale, nessun entità terza come banche o Stati devono essere coinvolti nell’operazione.

Paper Wallet: letteralmente portafoglio cartaceo, è una forma di cold storage, per migliorare la sicurezza. Il termine si riferisce a semplici fogli di carta che contengono la stampa di un indirizzo pubblico di un portafoglio e le corrispondenti chiavi private in forma alfanumerica o di QRcode.

Payment Processor: aziende che offrono un software che implementa un sistema di pagamento con il quale si permette ad un commerciante, on line e off line come un ristorante o un qualsiasi negozio o azienda, di accettare bitcoin come pagamento per i suoi beni e servizi. Società italiane sono Tinkl.it e Inbitcoin, dite che vi mandiamo noi del BitcoinVenetoTeam;-)

Portafoglio o wallet: l’equivalente di un portafoglio materiale ma sul network di Bitcoin che contiene le chiavi private e pubbliche legate ad un preciso indirizzo. Per la precisione il tuo portafoglio contiene le chiavi private che ti permettono di usare i bitcoin allocati nella blockchain. Ogni portafoglio Bitcoin può mostrarti il bilancio totale di tutti i bitcoin che controlla e ti permette di inviare bitcoin o frazioni di bitcoin ad un altro indirizzo bitcoin. Questo processo non richiede il pagamento di commissioni ad enti come banche o gestori della carta di credito, ma solo di una piccola fee ai miner.

Proof of work o PoW: per Proof of Work, prova di lavoro, si intende ogni output o quantità di dati, prodotta da ogni tentativo per trovare un hash minando bitcoin. Nella blockchain l’hashing di un blocco richiede tempo e lavoro e questi sforzi si traducono in dati difficili da produrre ma facili per gli altri da verificare. Le prove di lavoro sono generalmente utilizzate all’interno delle pool per ridistribuire equamente il reward dei blocchi minati.

Regole del bitcoin: La criptovaluta non viene emessa da una banca centrale. Per crearla, c’è bisogno di una operazione detta mining, “estrazione”. Come i minatori in cerca d’oro, i miners scavano tra i blocchi alla ricerca di nuove monete. Non si usano picconi e setacci ma computer e capacità di calcolo. La pepita è un codice capace di sigillare un blocco e allungare la catena (Blockchain) che in sé racchiude il database di tutte le operazioni in bitcoin concluse fino a quel momento. Per ricompensare chi, per primo, ha rintracciato il codice-pepita e consentito di allungare la catena, il sistema assegna una ricompensa, mettendo così in circolazione nuova moneta. Quando, nel 2008, Satoshi Nakamoto definì le regole della criptovaluta introdusse alcuni limiti.

  • I°: i bitcoin non potranno essere più di 21 milioni.
  • II°: il sistema si adatta in modo tale da generare, in media, circa un blocco ogni 10 minuti.
  • III°: Nakamoto (chiunque sia) ha previsto un dimezzamento della ricompensa (detto halving) ogni 4 anni.

In sostanza, la generazione dei Bitcoin rallenta in modo geometrico. Ecco perché, se dal 2008 al 2016 è stato prodotto il 75% dei bitcoin, bisognerà aspettare il 2040 per toccare il 100%. Il protocollo prevede il dimezzamento per evitare che l’inflazione rosicchi il valore della criptovaluta dato che, se stampo moneta all’infinito, il rischio è che diventi carta straccia.

Satoshi: è l’unità più piccola di bitcoin (8 decimali, 1 centomilionesimo di bitcoin)

SHA-256: ogni moneta digitale deve avere implementata una forma di crittografia che indichi la funzione utilizzata per creare un hash. Nel Bitcoin la funzione utilizzata come base per la creazione degli hash è SHA-256, come accade ad esempio nelle prove di lavoro PoW.

Transazione: consiste nel trasferimento di valuta tra due indirizzi bitcoin usando la crittografia a chiave pubblica. Tutte le transazioni sono pubbliche, memorizzate e una volta confermate sono irreversibili.

Valute FIAT: la denominazione si riferisce alle valute tradizionali basate sulla stampa su carta o su scrittura in database informatici, regolate da un’organizzazione come una Banca Centrale. Esempi ne sono l’Euro, il dollaro USA etc.

Ora che hai imparato le parole base del mondo bitcoin, Contattaci cliccando QUI per sapere dove terremo il prossimo corso e condividi questa pagina 😉

Cosa sono i Satoshi ed i Decimali di Bitcoin ?

Come trasformare Satoshi in Bitcoin: Satoshi è la frazione più piccola di un Bitcoin attualmente inviato: 0. 00000001 BTC, cioè un centesimo di un milione di BTC. In futuro, tuttavia, il protocollo può essere aggiornato per consentire ulteriori suddivisioni. Che cosa è Bitcoin? Bitcoin è attualmente un tipo di moneta digitale in cui vengono utilizzate tecniche di crittografia per regolare la generazione di unità di valuta e verificare anche il trasferimento di fondi. Tutto questo viene trattato indipendentemente da una banca centrale. In termini più semplici Satoshi è Bitcoin Stack Exchange. Bitcoin è molto simile al denaro per internet. Satoshi Nakamoto è l’autore della carta che ha dato origine a Bitcoin e il creatore del client bitcoin originale ed è qui che deriva la parola Satoshi. Come si converte Satoshi a bitocoin? Continua a leggere qui sotto per scoprire esattamente come convertire i due cryptocurrencies avanti e indietro!

Come trasformare Satoshi in Bitcoin

La cosa pazzesca che tutti hanno confuso e non comprare completamente questa nuova crittografia è il sistema di conversione. Non esiste un modo semplice per spiegare il sistema di conversione e se non siete molto esperti con le tue abilità matematiche, può essere difficile completare la conversione; specialmente

convertire Satoshi in bitcoin . Per ottenere la migliore comprensione della conversione di Satoshi a Bitcoin , può essere più facile utilizzare un sistema di conversione in linea. Ad esempio, 0. 00018 BTC (bitcoins) = 0. 18mBTC (millibiti) = 180uBTC (microbiti) = 18000 Satoshi. L’altro fattore è che il prezzo giornaliero dei Bitcoins può variare. Utilizzando i numeri sopra indicati, il valore in dollari USA sarebbe 0. 06. Questo è sei centesimi nella valuta U.

Quindi

la conversione di Satoshi in Bitcoin è giusto per sapere quanti posti per spostare il punto decimale quando si converte da un’unità a un’altra unità. Se questo non è buono per voi allora ci sono sempre calcolatrici di convertitori on-line che è possibile entrare in un’unità specifica come Satoshi e facilmente avere il sistema automaticamente convertire tale unità in Bitcoin ad esempio. In futuro ci saranno probabilmente altre unità che sono derivate, ma per ora Satoshi è la frazione più piccola del Bitcoin che può essere attualmente inviata. Controlla la nostra calcolatrice del convertitore bitcoin per vedere quanto un singolo bitcoin sta per il dollaro oggi!

 

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POL.
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Non Capisci il Bitcoin perchè pensi che l’euro sia Reale !

Bitcoin è un’illusione, un’allucinazione di massa. Sono solo numeri che volano nell’iperspazio, un miraggio, inconsistente come una bolla di sapone, impalbabile come il volo di una farfalla.
Bitcoin non è supportato da nient’altro che dalla fede di tutti gli sciocchi che lo comprano e di quelli ancora più sciocchi che lo acquistano da quelli un po’ meno sciocchi che lo vendono.
Vuoi sapere una cosa? Facile, tutto questo è assolutamente vero.
Quello che invece è molto meno facile da capire è che anche i tuoi euro sono un’illusione. Anche loro consistono principalmente di numeri che danzano là fuori nell’iperspazio.
A volte sono memorizzati in carta, in monete. Ma mentre la carta e le monete sono tangibili, il valore che loro rappresentano non lo è affatto.
Gli Euro non sono supportati da null’altro che dalla fede di tutti gli sciocchi che lo accettano come mezzo di pagamento e da altri sciocchi a cui sta bene scambiarlo. Per convenzione, ma anche perché è una valuta a costo forzoso.
La differenza principale è che si crede all’illusione dell’euro in maniera molto più diffusa e aggressiva.
Andiamo nel dettaglio.
In effetti, quasi tutti gli euro, circa il 90 percento, sono puramente astratti – letteralmente non esistono in alcuna forma tangibile. Ma soprattutto trasparente e verificabile.
I dollari statunitensi? Sarà diverso…No. La stessa cosa.
Nel 2012 James Surowiecki evidenziava che “solo il 10% dell’offerta di moneta USA – circa $ 1 trilione su $ 10 trilioni totali – esiste sotto forma di denaro contante e monete”. Cinque anni dopo, come forse qualcuno di voi immagina, la differenza è molto più ampia.
Non c’è nulla che impedisca al sistema bancario statunitense di creare più dollari ogni volta che cambia l’umore. Dei 13,7 trilioni di dollari dell’offerta di moneta USA a Ottobre 2017, ben 13,5 miliardi di dollari sono stati creati dopo il 1959. Per dirla in altri modi, la base monetaria si è espansa di 50 volte.
E l’illusione più diffusa è che il denaro si autobilanci proporzionalmente nei nostri portafogli, secondo qualche formula magica.
Il dollaro è la cosiddetta valuta “fiat”. Fiat è latino per “sia fatta”, come in “fiat lux”, “Sia fatta Luce”; Fiat sono euro, dollari, lire, bolivar, rubli (e non continuiamo l’elenco).
La tentazione per i leader politici degli stati-nazione moderni di produrre denaro è storicamente un gioco irresistibile. Un risultato evidente di questa sfrenatezza è l’inflazione: il potere d’acquisto di $ 1 del 1959, oggi, sarebbe di poco inferiore ai 12 centesimi.
La Blockchain di bitcoin è stata creata anche per affrontare questa debolezza storica. Dopo che il 21esimo milione di bitcoin sarà estratto, intorno al 2140, il sistema non ne produrrà più.
Truffatori e ciarlatani tenteranno sempre di prendersi gioco delle varie strutture monetarie e le riserve di valore (si veda: la crisi finanziaria del 2008, i relativi salvataggi, e i furti di Mt. Gox o la questione del Tether).
È la natura umana.
Tutte le fonti di valore (store of value) sono obiettivi.
Eppure, anche se può sembrarti sorprendente, ci sono alcune differenze radicali tra criptovalute e monete fiat.
Ad esempio, le transazioni condotte nel sistema bitcoin sono registrate in un registro non falsificabile che non si basa sull’autorità di banche o politici di turno alla ricerca di confermare un consenso.
Si basa su una rete di computer pubblici di cui chiunque teoricamente può essere parte in maniera libera. Inoltre, come già detto, il numero di bitcoin è definito. Per via della sua tracciabilità, l’anonimato della criptovaluta bitcoin non è forte quanto l’anonimato dei contanti (che non sono marcati). Spesso chi commette illeciti su bitcoin è molto più facile da rintracciare rispetto a chi lo fa con i contanti.
Il denaro stesso è un’illusione, un’allucinazione di massa. Stai lavorando duramente per ottenerlo, coltivarlo e tenerlo, ma l’unica cosa reale di esso è il suo potere simbolico. Tutti i tentativi di garantirlo – ad esempio, con un tasso di cambio fisso rispetto a vari beni – hanno fallito. Il gioco che è stato costruito è davvero fantastico, considerato da una certa angolazione. Ma se lo studi, capisci che è estremamente fragile.
Ci sono disastri finanziari in cui la gente è costretta a pagare somme gonfiate allo sproposito per un litro di acqua. L’esempio più attuale è il Venezuela.
Fatti una domanda. Che cos’è “il valore di un dollaro”?
La maggior parte delle accuse fatte alle criptovalute come il bitcoin e la tecnologia blockchain che li sottende, non tengono conto di questo fatto. Il denaro che usiamo è fragile e provvisorio. Ci vorrebbe un cimitero per tutte le monete morte nell’ultimo secolo.
Non potrai mai comprendere le criptovalute se pensi che il denaro sia reale, solido e “supportato” da qualcosa di diverso dalla fiducia nelle istituzioni la cui stabilità è sempre incerta.
Un euro è sostenuto “dala piena fiducia e il merito degli stati membri dell’unione europea”. Ma cosa significa esattamente?
Significa che se prendi un euro nel Tesoro della Banca Centrale Europea e chiedi loro di riscattartelo, lo faranno: ti daranno … un euro. Invece molte persone pensano ancora che l’euro sia sostenuto da riserve d’oro.
Le crisi monetarie di governi instabili come quelli di Grecia, Venezuela e Spagna hanno già innescato una serie di picchi nei mercati cripto. Quando il governo cipriota ha cercato di risolvere la crisi bancaria del 2013, imponendo un taglio del 7% ai depositi bancari dei suoi cittadini, il prezzo del bitcoin è salito vertiginosamente. Perché? Probabilemente molti risparmiatori provenienti da paesi molto indebitati hanno pensato che il bitcoin potrebbe rappresentare un risparmio più affidabile per i loro soldi di quanto le loro banche potessero. Le istituzioni finanziarie esistenti sono profondamente inclini alla corruzione e questo succede da molto prima che il bitcoin balenasse nella mente di Satoshi Nakamoto.
Eppure bitcoin era un progetto motivato politicamente, un nuovo sistema costruito per fornire un mezzo di scambio digitale a prova di manomissione su cui potrebbe essere basata un’alternativa migliore ai nostri sistemi finanziarti esistenti. La teoria è che una rete di computer distribuiti, pubblici e a prova di manomissione, possano garantire la validità di una valuta meglio di quanto i governi possano fare.
E finora il sistema di blockchain su cui è stato costruito il bitcoin ha (almeno parzialmente) dimostrato questa teoria.
Un milione circa di bitcoin sono stati rubati da vari portafogli a partire dal 2009, ma il registro distribuito, il sistema contabile su cui si basa il bitcoin, è rimasto dopo 10 anni intatto, nonostante i numerosi attacchi ad esso.
La prospettiva di ottenere ricchezza in maniera istantanea fa impazzire la gente. I numerosi furti e imbrogli richiamano alle storie di avidità e di corruzione durante corsa all’oro.
Eppure la tendenza degli avidi a produrre crimini e truffe non ha fatto evaporare il valore dell’oro.
Il vero avvertimento è che l’incorruttibilità del registro bitcoin è sopravvissuta, non solo a causa delle sue protezioni crittografiche, ma anche per la buona fede della maggioranza del network e il buon senso dei singoli sviluppatori che guidavano il progetto in una infanzia molto difficile.
A causa di disastri come il furto di circa 800.000 bitcoin dall’exchange Mt. Gox, scoperto nel 2014, l’intero ecosistema della blockchain ha subito un bruttissimo colpo.
L’impressione pubblica era che il bitcoin stesso fosse violato, quando in realtà era il più grande exchange che era stato violato.
Altra accusa. Bitcoin è stato utilizzato sul deep web per comprare e vendere farmaci illegali e droghe! Beh … la maggior parte delle banconote da cento dollari portano tracce di cocaina, quindi se ti opponi anche alle banconote da cento euro sul conto, per favore, manda quello che ti scoccia sul nostro conto.
Il fatto che sia utilizzato in transazioni criminali delegittima il contante? No. La verità è che il denaro è contaminabile per sua stessa natura.
Ben presto, il sistema di blockchain ora in uso si trasformerà e si fonderà con altri sistemi, perché il suo valore è incalcolabile. Gli investitori da Wall Street a Sand Hill Road hanno già investito notevoli quantità di denaro, tempo e sforzi in attività basate su blockchain.
Indipendentemente dai difetti nel sistema che Satoshi Nakamoto ha lanciato nel 2009 – che per alcune cose sono ancora sostanziosi – è ormai dimostrato che esiste un modo di scambiarsi valore tra persone infallibile, garantito, incorrutibile. Senza fare affidamento su autorità esterne come banche o governi.
Questo è un fatto ed è un’invenzione senza precedenti. Il dado è tratto. Il coniglio è uscito dal cilindro. Come potete pensare davvero che si possa tornare indietro adesso?

Analizziamo Bitcoin fino ad oggi 30 AGO 18

Il Valore di Bitcoin

è  6  volte rispetto a 2 anni fa .

Guardate questo grafico:

 

E’ il grafico del prezzo di Bitcoin in dollari americani negli ultimi 2 anni.

Chi segue l’andamento del prezzo di Bitcoin da un po’ di tempo sa che nel 2017 c’è stata una vera e propria bolla speculativa, e questa immagine lo rende evidente. Ma sa anche che, prima del 2017, il prezzo è stato relativamente stabile per un po’ di tempo attorno a quota 1.000 dollari.

La riga rossa che vedete a sinistra rimarca proprio il tempo in cui il prezzo è rimasto relativamente stabile attorno a quota 1.000 dollari. Dopodichè, attorno a marzo 2017, si è innescato un boom che ha portato il prezzo prima a 2.000 dollari, verso giugno, poi a 4.000 ad agosto, per poi schizzare a 6.000 a ottobre, 8.000 a novembre e addirittura 20.000 a dicembre.

Poi la bolla è scoppiata, ma come è avvenuto praticamente sempre in passato, il prezzo non è sceso ai livelli pre-bolla. Infatti, come potete notare dalla riga a destra, si è stabilizzato attorno a quota 6.000 circa, più o meno come a giugno 2017. La cosa interessante è che il nuovo livello minimo è sei volte maggiore di quello pre-bolla!

Già in passato quando sono scoppiate altre bolle speculative il prezzo dopo-bolla era superiore a quello pre-bolla, ma un incremento di sei volte in un anno è davvero notevole (ricordo che la prima vota che è sceso a quota 6.000 era febbraio 2018, ovvero 11 mesi dopo l’inizio del boom di marzo 2017).

Pertanto chi segue l’andamento sul lungo periodo sa benissimo che il valore, anno dopo anno, sta continuando a salire, mentre solo chi lo segue sul breve periodo non riesce a cogliere questo trend.

Sia chiaro: bolle come quella della seconda parte del 2017, che ha portato il valore da 6.000 a 20.000 in 6 mesi, continueranno ad esserci anche in futuro, ma a questo punto si rafforza l’ipotesi che il prezzo post-bolla di Bitcoin in genere sia superiore a quello pre-bolla. L’importante è evitare di investire denaro in piena bolla, quando i prezzi sono eccessivamente alti e sono destinati a scendere.

 

 

Nessuna persona detiene Bitcoin Fisicamente

C’è un curioso aspetto delle criptovalute che in molti non conoscono.

Fisicamente i token, come ad esempio i BTC, stanno sempre e soltanto in un unico posto, e da lì non si muovono MAI. Ovvero nascono sulla blockchain, e passano tutto il loro tempo solo nella blockchain.  Da lì non si possono spostare.

La blockchain, a sua volta, è pubblica, non sta su un preciso computer, ma su una rete di migliaia di computer, detti nodi, sparsi in tutto il mondo. Pertanto sarebbe scorretto affermare che i propri bitcoin stiano sul proprio wallet! Inoltre chiunque volendo può installarsi un nodo sul proprio computer e scaricare l’intera blockchain…

Quindi fisicamente nessuno possiede i propri bitcoin. Ma allora come si fa a non farseli fregare da altri, se stanno sulla blockchain pubblica?

Il concetto chiave in questo caso è… la chiave privata. Infatti la chiave privata, a differenza dei token, non sta sulla blockchain: è per l’appunto privata, mentre la blockchain è pubblica, quindi non può e non deve stare sulla blockchain.

Ebbene, dovete sapere che i bitcoin possono essere utilizzati solo da chi dispone della chiave privata dell’indirizzo a cui sono associati. Ogni token infatti appartiene ad un indirizzo pubblico, che è stato creato a partire da una chiave privata: solo chi ha quella chiave privata può inviarlo da quell’indirizzo ad un altro indirizzo.

custodia fisica chiave fredda

I wallet non fanno altro che memorizzare la chiave privata, ed utilizzarla per consentire a chi la possiede di inviare i propri bitcoin (mentre invece non serve ad esempio per riceverli, perchè in tal caso basta l’indirizzo). Quindi sebbene i bitcoin stiano solo nella blockchain pubblica, e non si possano mai muovere da là, possono essere spostati da un indirizzo all’altro utilizzando la chiave privata.

Ecco, se da un lato nessuno possiede fisicamente i propri bitcoin, invece chiunque ne abbia possiede la sua chiave privata. E’ il possesso della chiave privata infatti a consentire l’utilizzo dei bitcoin presenti sul relativo indirizzo, ed è questo che consente il possesso, indiretto, dei bitcoin stessi. Infatti visto che i bitcoin servono per essere inviati, è sufficiente il possesso della chiave privata per poterli inviare, e questo fa sì che, indirettamente, chi possegga la chiave privata possegga anche i bitcoin associati all’indirizzo pubblico creato con quella chiave privata.

Chiavetta USB – LedgerNano S

Chiavetta Trezor

Pertanto FATE MOLTA ATTENZIONE a come conservate la vostra chiave privata, o le vostre chiavi private (ognuno può possederne quante ne vuole, ed a ogni chiave privata corrisponde un indirizzo diverso), perchè chiunque ne venga in possesso di fatto si può impadronire dei bitcoin associati al relativo indirizzo. Insomma la chiave privata (o eventualmente il seed) è tutto ciò che possedete, nulla di più.

Atomic wallet

Sicurezza

 

Oggigiorno la sicurezza è diventata una delle priorità più importanti sul mercato delle criptovalute.

È facile ricordare tutte le situazioni in cui sono stati violati diversi scambi, di conseguenza gli utenti hanno perso grandi quantità di fondi a causa della mancanza di sicurezza o vulnerabilità delle piattaforme centralizzate. Lo analizzeremo presto in un altro articolo.

Oggi parliamo di portafogli di criptovaluta e della loro sicurezza.

L’aumento del valore della criptovaluta ha attivato truffatori e imbroglioni, che sono alla ricerca di metodi facili e veloci per trarre vantaggio dai fondi degli utenti fidati.

I rischi di custodia delle piattaforme e degli scambi centralizzati hanno portato le persone all’idea di un luogo di fiducia, dove possono tranquillamente conservare i loro fondi. Tale luogo dovrebbe essere totalmente non disponibile per hacker e truffatori e allo stesso tempo dovrebbe essere facilmente accessibile e conveniente per gli utenti.

Limitazioni principali delle piattaforme di scambio centralizzate:

La maggior parte degli scambi crittografici sono centralizzati e non sono assicurati da attacchi e vulnerabilità.
Inoltre stanno subendo frequentemente attacchi DDoS.
A volte non è possibile accedere istantaneamente ai propri fondi a causa di problemi tecnici o lavori tecnici eseguiti all’interno di una piattaforma di scambio.

Questi rischi mettono a repentaglio la sicurezza dei fondi, possono causare disagi o dare un senso di insicurezza.


Il modo migliore per mantenere criptovaluta

in questa situazione è utilizzare i portafogli.

 

Possono essere simili ai portafogli che utilizziamo nella nostra vita reale, ma c’è una differenza significativa tra di loro: non si memorizzano soldi nel proprio portafoglio di criptovaluta, i fondi vengono memorizzati solo nella blockchain.

Le tue informazioni vengono raccolte da blockchain e permanentemente aggiornate.
All’interno del tuo portafoglio puoi anche gestire e archiviare dati relativi a diverse risorse.
Puoi sempre vedere il tuo saldo e trasferire facilmente i tuoi fondi su un altro portafoglio o effettuare scambi tra diverse attività.

Piccolo suggerimento: è possibile memorizzare una quantità maggiore di fondi sul portafoglio di criptovaluta e archiviare anche una parte più piccola negli scambi per l’uso quotidiano per evitare l’hacking e le vulnerabilità degli scambi centralizzati.
Metodi di archiviazione di criptovaluta

Al giorno d’oggi ci sono due tipi principali di stoccaggio di criptovaluta: depositi freddi e caldi.

Nel metodo hot, le monete sono sempre disponibili online, puoi letteralmente spenderli in qualsiasi momento. Tali portafogli richiedono l’accesso a Internet, in quanto supportano la connessione permanente con la blockchain.

Il metodo a freddo è progettato per la conservazione di fondi senza la necessità di connessione a Internet. È possibile utilizzare un personal computer, telefono, scheda flash o solo un pezzo di carta, ma i portafogli hardware sono considerati i più sicuri.

La scelta giusta di un portafoglio caldo e freddo è un passo importante e responsabile. Devi capire che la sicurezza delle tue risorse criptovaluta dipende dalla tua scelta. Il metodo di archiviazione più affidabile è tradizionalmente considerato freddo, in questo caso le risorse vengono memorizzate sul dispositivo personale e solo tu hai accesso ai tuoi dati.

Atomic Wallet è un portafoglio di tipo freddo, tutte le password e i dati sono memorizzati sul dispositivo dell’utente e non sono conservati in nessun server, quindi non vi sono rischi di custodia o la possibilità di perdere fondi tramite servizi centralizzati. Il rischio principale in Atomic Wallet è se si perde la frase di backup o la si invia ad un’altra persona.
Password privata

La prima fase della sicurezza Atomic è la password. L’utente lo crea da solo, la password è necessaria per confermare le transazioni, per visualizzare l’elenco delle chiavi private e funge da protezione primaria contro l’uso non autorizzato del portafoglio da parte di un’altra persona. Ma cosa succede se hai perso la password? Bene, ecco che arriva la seconda fase di sicurezza nel sistema Atomic Wallet Security: la frase di backup di 12 parole.

Frase di backup

La frase di backup di 12 parole generata a caso ti aiuterà a ripristinare l’accesso al tuo portafoglio Atomic in qualsiasi momento. È fondamentale non perdere questa frase, conservarla in un luogo sicuro e inaccessibile agli altri. Puoi persino scriverlo o stamparlo su un foglio di carta.

crittografia

In Atomic Wallet – tutti i dati che sono memorizzati sul dispositivo dell’utente o inviati durante l’interazione con blockchain sono completamente crittografati. I dati locali protetti con algoritmo di crittografia simmetrica AES ei dati trasferiti tramite protocollo BitTorrent o che interagiscono con blockchain sono protetti con crittografia asimmetrica TLS.

Advanced Encryption Standard (AES) è un codice a blocchi simmetrico scelto dal governo degli Stati Uniti per proteggere le informazioni classificate ed è implementato in software e hardware in tutto il mondo per crittografare i dati sensibili. Leggi di più su AES qui.


Transport Layer Security (TLS) è un protocollo che garantisce la privacy e l’integrità dei dati tra due applicazioni di comunicazione. È il protocollo di sicurezza più diffuso oggi utilizzato e viene utilizzato per i browser Web e altre applicazioni che richiedono che i dati vengano scambiati in modo sicuro su una rete, come trasferimenti di file, connessioni VPN, messaggistica istantanea e voice over IP. Ulteriori informazioni su TLS qui.
Conclusione

La tua sicurezza è completamente nelle tue mani. Non memorizziamo alcun dato su alcun server, non memorizziamo chiavi private e non abbiamo accesso ad essi. Pertanto, sono gli utenti stessi a essere responsabili della gestione della password e della frase di backup.

Allo stesso tempo, Atomic Wallet è una combinazione di complicate tecnologie moderne, design e soluzioni di sicurezza. Abbiamo creato una piattaforma completamente sicura e conveniente per gli utenti che possono proteggere i loro fondi e tenerli in un luogo sicuro. Abbiamo scelto la via del decentramento, che corrisponde sempre allo spirito della criptovaluta. Sì, ci sono alcuni inconvenienti a questo, ma siamo pienamente sicuri che la nostra piattaforma attirerà l’attenzione di molte persone, il nostro portafoglio è semplice, facile da usare, supporta un numero enorme di risorse e implementa una tecnologia di Swap Atomico.

Scarica Atomic Wallet qui: https://atomicwallet.io/

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Le 10 Regole del buon Detentore di Bitcoin

 

In periodo di vacche magre, con il grafico del prezzo ben lontano dai massimi storici raggiunti a dicembre, il crypto trader è colto dai ripensamenti, perseguitato dai dubbi, dalla moglie che si fa sempre più martellante con la cantilena del senno di poi: “perché non hai venduto quando eri in tempo?”. Gli amici scherniscono, i media trattano Bitcoin come un’allucinazione collettiva, una chimera passeggera, o peggio ancora non ne parlano affatto. Secondo Pippo il barista e Pluto il parrucchiere era tutto fumo, uno schema ponzi destinato a fallire. L’amico hipster di turno ci canzona col ritornello: “the greater fool theory!” beandosi del suo dotto inglesismo. Lui, siccome è figo e segue i trend, è aggiornato all’ultima moda tech e puntualmente non capisce una fava, perciò ti dice che “Bitcoin no, la Blockchain invece.. quella si!”. La sua fonte è sempre Pluto, il parrucchiere.

Dribbli l’amico hipster e passi oltre, ma il tuo balance su Kraken e GDAX si è più che dimezzato per davvero rispetto a dicembre. E Blockfolio? Meglio non aprirlo più. Al primo risveglio del mattino, le mani sudate stentano a trattenere il telefono, che scivola dalla presa tremebonda: l’app Bitcoin Ticker Widget è lì che ti guarda, con un ghigno malefico, pronta a farti rinnegare ogni desiderio lussurioso del passato. Sfuma il sogno della Lamborghini, i long aperti fremono di paura quando toccano le trendline dai colori arcobaleno che con tanto orgoglio avevi disegnato con paint, su uno screenshot catturato da Bitfinex, con la maestria tecnica di un novello Kandisky del trading dilettantistico.

Insomma pare che tutto sia andato in vacca.

E invece no, il True Bitcoiner se ne sbatte, he doesn’t give a damn di tutto ciò, perché conosce le 10 Regole sacre del Sacro Blog.

Se seguite le dieci Regole, non importa quante bastonate avete preso e quanto siete doloranti in questo momento, avete comunque l’arma definitiva, come Goku durante la Genki Dama.

bitcoin genki dama

Perciò udite, ricordate e diffondete il verbo!

REGOLA NUMERO 1:

Guardate il grafico del prezzo. Ma guardatelo bene.

La prima regola è molto basilare, non richiede un’analisi economica, tecnica o sociologica. Basta dare una distratta occhiata a qualche screenshot.

Novembre 2010

Sto ancora male per quei poveretti che hanno comprato sul picco nel Novembre 2010. Poco dopo, da 40 centesimi di dollaro, Bitcoin è crollato a ben 20 centesimi, perdendo il 50% del suo valore! Praticamente si sono rovinati, poveri ragazzi.

bitcoin crollo novembre 2010

Giugno 2011

Ma non è niente in confronto a quelli che hanno comprato nel Giugno 2011!!! Da 30 dollari è passato a 5! Un crollo dell’85%. Per poi calare inesorabilmente fino ad arrivare a 2 dollari nel Novembre dello stesso anno. Pensate in che disperazione versano ancora quei disgraziati, sarà d’uopo organizzare una colletta commemorativa per le famiglie

bitcoin crollo giugno 2011

Agosto 2012

E se qualcuno di loro avesse provato a tenere duro nonostante le avversità? Che stolti, pur avendo aspettato un anno, nell’Agosto 2012 non avevano recuperato nemmeno la metà di quanto perduto… e si sono pure sorbiti un altro crollo del 40% da 13,5 dollari a 8 dollari! Davvero senza speranze.

crollo agosto 2012

Per non parlare dell’Aprile 2013, un altro crollo del 70%. A quelli che hanno comprato al picco di 230 dollari deve aver fatto malissimo, ma proprio male male, quando si sono ritrovati i loro bitcoin che poco dopo valevano meno di 70 dollari.

bitcoin crollo aprile 2013

Dicembre 2013

L’agonia è davvero infinita! Alla fine del 2013 qualche idiota si è messo a comprare Bitcoin sopra i 1000 dollari! Chi può essere il pazzo che spende una cifra del genere per della fuffa digitale? È più che ovvio il declino seguente, nel corso del 2014 e 2015, quando il prezzo è tornato lentamente e inesorabilmente sotto i 300$

bitcoin crollo dicembre gennaio 2014

Eppure, dal gennaio 2015 al gennaio 2017 la ripresa è strabiliante e Bitcoin torna sopra i 1000 dollari. Sarà stato solo qualche trader impazzito?

bitcoin ha un'aura potentissima

Tutti gridano alla bolla e si presagisce il crollo imminente… ed in effetti, ai primissimi di gennaio c’è un dump del 35%. Ma è solo la rincorsa per un’ascesa ancora più incredibile nel corso di tutto il 2017

bitcoin crolli e salita 2017

Dopo una salita del 1600%, a dicembre 2017 c’è un importante ritracciamento con un crollo del 70%. La crescita precedente è stata talmente elevata che oggi, chi ha investito prima di novembre 2017 è ancora in profitto, se non in enorme profitto, nonostante il pesante dump di dicembre.

E chi ha investito sul picco di dicembre invece? È in una terribile perdita! Cosa devono fare quei “poveri ragazzi”, mettersi le mani nei capelli, stracciarsi le vesti e vendere tutto?

Se vi ritrovate in quella situazione, voi investitori e crypto trader dell’ultimo minuto, pensate a quei “poveri disgraziati” che hanno investito nel novembre 2010 pagando un bitcoin ben 40 centesimi di dollaro. Se quei ragazzi non si sono fatti prendere dallo sconforto o dal panico e hanno tenuto fede alle loro convinzioni, per ogni dollaro investito a quei tempi si ritrovano oggi nel wallet un valore di circa 20 mila dollari.

Insomma, se siete in perdita, immaginate di aver messo i vostri fondi in buoni di stato, o buoni fruttiferi postali: difficile pensare di uscirne in pochi mesi e aspettarsi un gran guadagno. Siate pazienti. Oggigiorno, vedere bitcoin scendere a rasentare i 5.000 dollari non stupirebbe particolarmente. Ma fra alti e bassi stagionali, il trend di lungo periodo è, e rimane da ormai quasi 10 anni, una crescita esponenziale.

Puramente a titolo rappresentativo, nel grafico ho disegnato una proiezione nel futuro del prezzo di Bitcoin seguendo una curva esponenziale, presumendo un tasso medio di crescita giornaliero dello 0,3%

bitcoin crescita esponenziale

Un +0,3% medio nei prossimi due anni non è affatto esagerato. Questa è la crescita media giornaliera del prezzo di Bitcoin nel corso degli anni:

  • 2010: +0.82%
  • 2011: +0.76%
  • 2012: +0.26%
  • 2013: +1.11%
  • 2014: -0.25%
  • 2015: +0.09%
  • 2016: +0.22%
  • 2017: +0.71%

Ora vi chiederete se è corretto far fede ai grafici e basare i propri investimenti su queste ipotesi. La storia si ripete, ma la storia ci insegna anche che NON tutto si ripete. Certe cose finiscono, per sempre. Non basta guardare a uno storico e pensare che andrà avanti così per sempre. Ecco quindi che entra in gioco la regola numero 2.

REGOLA NUMERO 2:

Adottate un approccio razionale, cercando di comprendere il motivo dei crolli e del perché il prezzo continuerà a salire

bitcoin non è una bolla

Un grande crollo può spaventare, ma il Vero Bitcoiner deve provare a comprenderlo e non farsi prendere dal panico. In un articolo dello scorso settembre ho trattato a una lunga serie di dump storici. Manca una trattazione del più recente dump iniziato nel dicembre 2017, che integriamo qui.

Non c’è alcun dubbio che la causa primaria sia stata la folle crescita precedente. Sembra che all’improvviso verso la fine del 2017 i media di tutto il globo si siano accorti dell’esistenza di Bitcoin, portandolo alla conoscenza delle masse. Una pubblicità fuori dall’ordinario ha spinto una moltitudine di ingenui avventori dell’ultima ora a buttarcisi a capofitto senza avere alcuna conoscenza del mondo crypto, ma soprattutto, senza avere fiducia nell’asset in cui stavano investendo. Quegli stessi speculatori che fra novembre e dicembre hanno sospinto il prezzo di Bitcoin dagli 8 mila ai 19 mila dollari, al primo segnale di paura hanno subito calato le braghe, precipitandosi a vendere. Il problema principale di questi soggetti è che, per l’appunto, erano solo “speculatori”, senza la benché minima nozione tecnica, senza bussola né ideali.

Questo può spiegare il panic sell, ma non il motivo che lo ha fatto scattare. Da un lato, la scintilla potrebbe essere motivabile con la pura analisi tecnica. Questo tipo di analisi finanziaria, pur mancando di un ragionamento economico, può essere auto-predittiva per via di meccaniche psicologiche: ogni trader prevede che quando il grafico si impenna, specialmente in maniera così verticale, prima o poi dovrà ritracciare. Ad ogni modo, fra dicembre e febbraio vi sono anche stati numerosi eventi le cui conseguenze economiche sono razionalmente spiegabili senza ricorrere alle predizioni da fattucchiera:

1- Anzitutto le carte di debito bloccate: WaveCrest era fornitore delle carte di Xapo, Coinsbank e molte altre carte di debito in Bitcoin. Nel momento in cui Visa ha interrotto i rapporti commerciali con WaveCrest, tantissimi bitcoiners, che grazie all’estensione capillare del circuito Visa erano ormai abituati a “vivere” in bitcoin (potendo spenderli praticamente in qualsiasi POS/bancomat del mondo) si sono ritrovati all’improvviso senza una delle principali vie di disinvestimento. Bonifircarsi sul conto corrente grosse cifre in euro o dollari può voler dire pagare un capital gain, mentre spendere direttamente i bitcoin in negozio no, perciò avere impedito questa comoda via di “uscita” per spendere ha anche scoraggiato l’ingresso di nuovi capitali. Inoltre lo stop all’uso delle carte ha ridotto i volumi di puro scambio negli exchange, lasciando il mercato in balia di operazioni sugli exchange quasi esclusivamente ridotte alla compravendita di tipo speculativo.

wavecrest visa blocco carte debito bitcoin

2- Un bombardamento mediatico negativo, con notizie fake e teorie su complotti e poteri forti che non sono mai state provate. Un esempio su tutti, la questione Tether e Bitfinex

3- Gli exchange bloccati, chiusi o in manutenzione: aziende come Kraken, Bitfinex, The Rock Trading o Binance non riuscivano più a gestire il nuovo afflusso di utenti, per molte ragioni: la capacità hardware dei server, il numero di support request, specialmente da utenti nuovi che conoscono poco il sistema, nonché la necessità di trasmettere per ogni nuovo utente una moltitudine di scartoffie legali, come le pratiche Know Your Customer e Anti Money Laundering richieste dalla pubblica amministrazione

4- Il trustee giapponese che sta gestendo l’enorme fallimento di MTGox dal 2014 ha finalmente completato tutte le pratiche e iniziato a liquidare le proprietà di MTGox rimaste per rimborsare i creditori. Il problema è che si tratta di 400 milioni di dollari, venduti proprio fra dicembre 2017 e marzo 2018 (36 mila bitcoin e altrettanti bitcoin cash). Oggi il trustee gestisce altri 160 mila bitcoin che erano in mano a MTGox. Una quantità elevatissima, se pensiamo che è all’incirca pari alla riserva in cold wallet di Bitfinex, l’attuale exchange più grande al mondo. La vendita di quei coin può influenzare notevolmente il mercato.mtgox dump crolli

5- Ultimo punto, ma primo per importanza: a dicembre sono decollate le commissioni da pagare ai miners per effettuare transazioni su blockchain, a causa dell’intasamento della rete bitcoin per via dell’ondata di nuovi utenti. Questo ha reso Bitcoin praticamente inutilizzabile come strumento di pagamento.

bitcoin transaction fee spike

 

Oggi, relativamente a tutti questi punti ci sono buone notizie: nuove carte di debito stanno nascendo (ad esempio mona.co), gli exchange hanno riaperto con maggiore personale e piattaforme più performanti di prima, MTGox ha raccolto fondi a sufficienza dalle vendite per ripagare tutti i creditori. E per quanto riguarda le fake news, c’è un lato positivo: hanno fatto scappare tutti quegli speculatori senza conoscenze e fiducia nello strumento che in primis contribuiscono alla volatilità dei prezzi.

L’unica problematica davvero strutturale fra quelle elencate è l’ultimo punto: la tecnologia blockchain non è scalabile a piacimento. In merito però ci sono ottime notizie. Anzitutto, SegWit è al 35% di adozione ed in crescendo, mentre tutti i principali exchange hanno iniziato a fare batching, riducendo enormemente il carico sulla blockchain. Alcuni wallet come Electrum hanno anche aggiornato il software per un calcolo più efficiente delle fee. Oggi, come si vede anche dal grafico qui sopra, le commissioni sono state abbattute e trasferire Bitcoin non è più proibitivo. Probabilmente le fee rivedranno una crescita quando ci saranno nuovi picchi di utilizzo, ma la vera notizia è che proprio quest’anno arrivano in mainnet le prime applicazioni Lightning Network: la soluzione tecnologica definitiva alla scalabilità della blockchain sta diventando una realtà. LN permette pagamenti istantanei e commissioni basse a prescindere da quante persone utilizzino il network Bitcoin, una vera rivoluzione, forse la più importante dal 2009 ad oggi.

Insomma la sbornia di dicembre 2017 è passata, ci siamo ripuliti il sangue con una buona dose di erbe amare, abbiamo dato una potatura decisa, piantando le basi per una crescita più sana. Questo periodo di depressione dei mercati è anche il più interessante per i più tecnici ed esperti, date le novità rivoluzionarie di Lightning Network. C’è grande fermento e vedremo grandi cose nei prossimi anni!

Ma a prescindere dalle news contingenti a un preciso momento storico, la vera domanda è: perché, in generale, il prezzo di Bitcoin dovrebbe salire? Una prima risposta è che la quantità di Bitcoin è limitata, perciò più persone lo vogliono, più sale il prezzo. Tuttavia non è una risposta esauriente. Bisogna spiegare perché le persone dovrebbero volere Bitcoin e qual è l’utilità pratica di possederlo e utilizzarlo. Insomma, a cosa serve effettivamente? E qui arriviamo alla regola numero 3.

REGOLA NUMERO 3:

Chiedetevi esattamente a cosa serve Bitcoin e non comprate Bitcoin finché non siete in grado di dare una risposta.

bitcoin missione templari

Negli ultimi 100 anni, il dollaro ha perso circa il 97% del suo potere d’acquisto. Destino simile o anche peggiore è toccato alla Lira, al Marco, in generale qualsiasi moneta emessa da Stati o organizzazioni sovra-nazionali. La ragione è semplice: sono monete inflattive, la cui emissione comporta una redistribuzione della ricchezza. Questa redistribuzione è nient’altro che una tassa patrimoniale che paghiamo per ogni euro o dollaro che possediamo e che passa dalle mani di chi produce e lavora, a chi parassita. I “parassiti” sono in generale i più grossi “debitori” nell’economia, ovvero Banche, Stati Nazionali e quei soggetti economici da essi sussidiati. Questa redistribuzione oltre a colpire il cittadino a livello individuale, distorce le dinamiche economiche, creando i cosiddetti “cicli economici” e diminuendo a livello sociale l’efficienza produttiva, la qualità degli scambi e, in generale, il benessere. Video

Nel grafico si può vedere l’aumento dell’offerta monetaria nell’area euro (M3 è l’aggregato monetario più ampio, che comprende obbligazioni e titoli di stato con scadenza a breve termine). In dieci anni la quantità di “moneta” in circolazione è aumentata di oltre un terzo. Ovviamente, noi cittadini non abbiamo visto magicamente aumentare i nostri conti correnti di un terzo, eppure questi soldi sono stati immessi nell’economia, passando dalle mani di alcuni soggetti in particolare, per essere impiegati con un preciso scopo. Se volete capirne di più, guardate il video linkato.

espansioni monetarie vs bitcoin

Ad oggi ci si può mettere al riparo dall’inflazione convertendo i propri euro in oro fisico. Ma quest’ultimo non funziona bene come mezzo di scambio, proprio perché è “fisico”, pesante, costoso da trasportare, inadatto per effettuare pagamenti specialmente di importi piccoli. Non è facilmente liquidabile, perché non tutti lo vogliono, perciò il suo potere d’acquisto varia in base a quanto siete bravi a trattare e su che mercato lo vendete. Sareste disposti da domani a ricevere il vostro salario in un corrispettivo in oro fisico?

Bitcoin è deflattivo con precisione matematica, quindi ancor meglio dell’oro, di cui non si sa quanti giacimenti potrebbero essere scoperti in futuro. Soprattutto però, a differenza dell’oro è anche un buono strumento di scambio, poiché come l’euro o il dollaro non ha una dimensione fisica e di conseguenza la quantità in circolazione è una questione di “contabilità” digitale, il cui trasferimento è effettuato con un semplice “click”. A differenza di euro o dollaro, non esistono barriere, dogane, intermediari: è l’unico modo in cui potete spostare ovunque nel mondo valori di qualsiasi importo e senza dover rendere conto a nessuno. Non c’è nemmeno bisogno di internet, è possibile eseguire transazioni via satellite o sms, ma persino scritte su carta, a patto che raggiungano un miner. Ovunque vi troviate, nessun tiranno, agenzia delle entrate, regime totalitario né maggioranze democratiche di statalisti o socialisti saranno in grado di impedirvi di usare Bitcoin.

Il Vero Bitcoiner sa a cosa serve Bitcoin. Purtroppo ancora troppo pochi ne afferrano pienamente la ragion d’essere.

 

REGOLA NUMERO 4:

Se non credete nella missione, lasciate perdere, non vi vogliamo.

fusaro di bitcoin non ne capisce

Non vogliamo il panic sell dei nuovi entrati. Una crescita più lineare e una minore volatilità fa bene a tutti. Se non riuscite a capire il punto 3, non investite. Se pensate che lo Stato debba avere un maggiore controllo dell’economia, non investite. Bitcoin e Blockchain hanno un significato prima politico-economico che tecnologico. In Bitcoin l’innovazione tecnica non è il fine, è meramente un mezzo richiesto per trovare una soluzione a un’istanza politica. Se non siete allineati in fatto di ideali, state lontani dai bitcoin. Se non ne capite niente e per qualche ragione vi passa per la testa di comprare, studiate prima economia politica e poi, semmai, finanza o informatica.

Qualcuno investe comunque, per moda o per speculazione, magari perché pensa che per una qualche astratta ragione la tecnologia blockchain sia rivoluzionaria, quindi tanto vale buttarci dentro dei soldi. Sia chiaro a costoro che il senso della blockchain è esclusivamente la sua cryptovaluta, senza la quale, peraltro, la blockchain non può funzionare, poiché il valore del coin è il motore che permette alla blockchain di rimanere integra.

Qualcuno crede nelle cryptovalute e nella loro missione “salvifica”, ma non crede in Bitcoin, perché ormai è “roba vecchia, superata”. Quindi per cambiare il mondo non serve Bitcoin, ma magari Ethereum, Bitconnect, Eiaculatio-coin? Ebbene, per costoro c’è la regola numero 5.

REGOLA NUMERO 5:

Bitcoin non è “superato”. Non c’è nessuna cryptomoneta tecnologicamente migliore. Non credete a stupidaggini e cialtronerie.

scamcoin shitcoin niente è meglio di bitcoin

Fra le conseguenze benefiche di questo periodo di depressione dei mercati, c’è anche la morte di centinaia di altcoin, ovvero cripto alternative al BTC,  che costellano oggi il sistema crypto, insieme alle ICO che per il 99% sono inutili scam. Queste coin non fanno altro che distogliere l’attenzione e le energie dall’obiettivo e confondono gli investitori relativamente alle funzionalità reali di una tecnologia blockchain. Fortunamente, alcuni exchange hanno iniziato a de-listare numerose crypto, che passeranno nel dimenticaio. Fra queste, sono inclusi vari fork di Bitcoin che ormai non vengono nemmeno più minati. L’exchange Bittrex al 30 marzo 2018 ha rimosso ben 84 altcoins, di cui 28 avevano addirittura blockchain o wallets non funzionanti, per cui era impossibile effettuare anche un solo trasferimento.

Vi sono però ancora fan di questa o quell’altra crypto che sponsorizzano nuove migliorie tecnologiche: maggiore velocità, minori costi, meno consumi energetici, Proof of Stake, Sharding, Graphene, Tangle etc. Spesso bisogna stare attenti a non farsi fregare: se oggi una crypto ha transazioni più veloci e meno costose di Bitcoin non è perché ha superato uno scoglio tecnico, implementando una tecnologia migliore. Le motivazioni possono essere solo tre: 1) ha meno transazioni di bitcoin (il che vale per tutte le crypto eccetto Ethereum) 2) ha aumentato la dimensione dei blocchi (come Bitcoin Cash) 3) ha ridotto lo scarto temporale medio fra la creazione di un blocco e il successivo (come Ethereum o Litecoin).

La prima ragione ovviamente non qualifica una crypto come migliore di Bitcoin, poiché con l’adozione si perderebbe anche la velocità e l’economicità, mentre le altre due motivazioni non derivano affatto da innovazioni tecnologiche: dall’oggi al domani anche Bitcoin può aumentare la capacità onchain modificando dimensione o scarto temporale medio fra i blocchi. Se non si è già fatto è solo perché la maggioranza di nodi (miners e nodi economici rilevanti, che hanno un potere “politico” sulle decisioni di sviluppo del protocollo) ha deciso che non è quello il modo giusto di scalare. Il cosiddetto aumento del blocksize permette di superare alcuni limiti, ma solo in maniera lineare e a certi costi, mentre è necessario un incremento esponenziale della capacità per scalare veramente a livelli che permettono l’adozione di massa.

Lightning Network, il protocollo costruito su Bitcoin, è l’unica soluzione alla scalabilità davvero innovativa ad oggi esistente e, nonostante per il momento sia utilizzabile solo da utenti molto tecnici e a determinate condizioni, presto si svilupperanno applicazioni più user friendly e un nuovo ecosistema di servizi che lo sfrutti a dovere (vedi ad esempio questa lista di app che utilizzano Lightning Network promosse da Blockstream, fra le quali persino un plugin per wordpress)

lightning network mainnet

L’attuale primato tecnologico di Bitcoin non significa che non vi siano proposte interessanti fra le crypto alternative.  Ad esempio, può darsi che gli studi sullo Sharding effettuati su Ethereum portino negli anni allo sviluppo di un’ottima soluzione alla scalabilità. Oppure, un Emergency Difficulty Adjustment come quello già attualmente impiegato in Bitcoin Cash potrebbe essere utile a Bitcoin, così come molte altre caratteristiche di monete alternative. Ma queste implementazioni possono in qualche modo sottrarre il primato a Bitcoin? In fondo, tali sviluppi non sono altro che codice, ed è codice open source. Se davvero c’è qualcosa di buono, Bitcoin per migliorare può banalmente fare un copia-incolla. Quando e se ci sarà davvero una miglioria importante fra le altcoins, che è stata testata a fondo e per cui valga la pena spendere energie per importarla su Bitcoin, si farà un upgrade del protocollo Bitcoin, esattamente come sono stati fatti tanti altri upgrade nel corso degli anni (ad es. SegWit lo scorso agosto). Il vantaggio competitivo di una crypto su un’altra non è tanto dovuto a quale implementa per prima una miglioria, piuttosto è la community che c’è dietro. È l’effetto network che conta: la quantità di aziende, servizi, utenti che usa quel network, il valore trasportato su quella blockchain.

L’unica novità che Bitcoin non potrà “integrare” (o almeno, non senza sviluppi enormi e con impatti stravolgenti) è la tecnologia Tangle (utilizzata ad esempio da Iota), poiché non si tratta di una blockchain, bensì una struttura del tutto alternativa. Ad oggi però il Tangle non funziona , poiché non riesce a smarcarsi dalla necessità di un coordinatore centrale. Se si supererà questo scoglio enorme, potrebbe essere promettente e competitiva. Arrivati a un certo punto però, l’ecosistema e i servizi che si sono sviluppati su un network sono talmente tanti ed importanti che non si abbandonerà quel network nemmeno se vi sono delle alternative tecnologicamente migliori. Oggi potremmo sostituire l’Internet Protocol IPv4 e IPv6 con qualcosa di migliore e completamente diverso, ma dovremmo anche convincere tutto il resto del mondo ad utilizzare questa nuova fantastica rete anziché “Internet”. Quindi Google, Facebook, la NASA e qualunque azienda o persona nel mondo dovrebbero iniziare ad usare il nuovo protocollo. Quando si tratta di innovazioni epocali come i binari ferroviari, i bulloni (con grandezze standard del dado e della vite) il container, internet, o Bitcoin, il mercato converge naturalmente verso un unico standard e una volta adottato tale standard in maniera diffusa la resistenza al cambiamento è enorme. È una pura questione di incentivi e disincentivi economici.

REGOLA NUMERO 6:

Bitcoin è uno schema piramidale. Fate in modo di ritrovarvi al vertice.

Quando si parla di struttura di tipo piramidale in senso generico non ci si riferisce necessariamente a schemi Ponzi, catene di Sant’Antonio e altre pratiche illegali. La distribuzione del valore fra chi possiede bitcoin, finché l’adozione e il prezzo continuano a salire, è di tipo piramidale: chi è entrato prima è in guadagno, nel momento in cui spende, grazie all’afflusso di denaro immesso nel sistema da chi sta comprando dopo di lui. La ricchezza di chi sta al vertice della piramide è data dal fatto che la base si allarga sempre di più, poiché l’adozione cresce, nuove persone entrano nel sistema con nuovi capitali. Tale struttura è anche la grande forza di Bitcoin: ogni “membro” ha un incentivo a portare nuove persone nel network e a fare conoscere Bitcoin al resto del mondo.

Ma l’ultimo acquirente che si ritrova alla base della piramide rimarrà fregato? No, se il bitcoin continuerà ad avere successo. Infatti se anche tutti, in tutto il mondo, possedessero bitcoin, la quantità di bitcoin massima in circolazione non muterebbe, lasciando un’offerta invariata. Al contrario, i beni prodotti nell’economia e la popolazione mondiale continuano a crescere, aumentando di conseguenza la domanda di un mezzo di scambio per commerciare questi beni, o di una riserva di valore per dilazionarne nel tempo l’acquisto. Di conseguenza, la quantità domandata di moneta (bitcoin) si terrà costantemente maggiore della quantità offerta. Per la legge della domanda e offerta, il prezzo, anche se molto più lentamente di oggi, continuerà a crescere.

Nel 2018 pressoché qualunque lavoratore in italia può permettersi di acquistare 0,1 Bitcoin, anche se magari non tutti in una volta. I Bitcoin sono 21 milioni, fra quelli persi o distrutti ne circolano molti meno. Se vi sono, ipotizziamo, 16 milioni di Bitcoin in circolazione e 7 miliardi di persone sulla terra, e Bitcoin diventa la principale moneta mondiale, chi possiede almeno 0,1 Bitcoin fa matematicamente parte del 2% di popolazione più ricca della terra. Chi possiede 1 bitcoin intero sarà fra i 16 milioni super-ricchi del pianeta.

Entrare nel mercato soltanto quando tutti i media e qualsiasi telegiornale parla dei nuovi massimi storici di Bitcoin potrebbe non essere l’idea più geniale. Il mercato è pura anarchia e gli speculatori dell’ultima ora sono spesso degli allocchi. Ma d’altra parte, apettare il prossimo crollo per entrare potrebbe essere il più grosso errore della vita. C’è chi ha venduto a 1000 dollari e sta ancora aspettando che torni su quella cifra per rientrare. Potreste trovarvi ad aspettare, aspettare, mentre Bitcoin continua a crescere e non tornare mai più alla cifra a cui pensavate di acquistare. Quindi non preoccupatevi troppo del momento e acquistate; farlo nel 2018 vi qualifica ancora come early adopter. Perciò una volta che avete acquistato siete dentro al sistema, potete considerarvi al vertice della piramide che verrà a crearsi nei prossimi anni. Quindi diffondete il verbo, fate community, condividete questo articolo, create una base più larga che potete.

REGOLA NUMERO 7:

Comprate e spendete Bitcoin, create volumi, usate i servizi Bitcoin e fate community.

purse.io acquisti bitcoin amazon

Si sente dire che tutto quel che deve fare un buon bitcoiner è holdare. Ovvero tenere ben al sicuro i Bitcoin comprati e non muoverli mai. Non è così, il buon bitcoiner muove continuamente i soldi. Prendete esempio da Laszlo. Comprò due pizze pagandole 10.000 bitcoin. Se guardiamo al valore ad oggi, quelle pizze sono costate giusto qualche milione di euro. Ma se non ci fosse mai stato nessun pioniere che acquistasse beni reali cedendo i propri bitcoin, il prezzo e l’adozione non sarebbero mai arrivati a dove li vediamo oggi. Recentemente Laszlo ha fatto lo stesso tipo di acquisto, ma pagando attraverso Lightning Network. Pioniere per la seconda volta.

Creare una base di utenti che scambia quotidianamente Bitcoin (anche se non su blockchain, anzi meglio se non su blockchain) e che non lo faccia per movimenti di trading speculativo, è fondamentale. Un semplice holder generalmente compra bitcoin una sola volta, qualcuno una volta ogni n. mesi, i più assidui mettono da parte qualcosa ogni mese, dopodiché però la loro attività economica in quanto bitcoiner termina lì. Invece, ognuno dovrebbe impegnarsi a compiere nel quotidiano delle azioni utilizzando bitcoin che prima faceva senza.

Un primo esempio è l’utilizzo delle carte di debito in bitcoin. Utilizzando una parte del proprio stipendio a inizio mese per acquistare bitcoin da riutilizzare nel corso del mese stesso, si contribuisce all’aumento del “flottante” degli scambi e quindi a rendere il prezzo più stabile, meno soggetto a manipolazioni da parte di big whales e alla volubilità dei pump and dump. A livello individuale, la pratica è utile perché ci sono buone probabilità che i bitcoin si siano rivalutati nel corso del mese, quando li andremo a spendere. Se non è così, si potrà attendere e spendere quei bitcoin in un altro momento.

Un altro esempio sono gli acquisti online. Anziché pagare per le vie tradizionali, è possibile spendere bitcoin in moltissimi modi online (ad es. All4btc, alzashop, bitrefill o la selva di esercenti che trovate su coinmap.org). Il vantaggio di spendere direttamente è il fatto che non si dovrà eseguire un bonifico dall’exchange sul proprio conto corrente per spendere i bitcoin. Perciò è un metodo per “disinvestire” più immediato, che garantisce maggiore privacy e non c’è rischio di pagare capital gain. Inoltre in rete ci sono anche delle buone opportunità di ottenere grossi sconti, come grazie a purse.io, un intermediario che permette di acquistare prodotti da Amazon scontati, ovviamente pagando in bitcoin. Lo sconto consigliato è generalmente del 15%, ma se ci si può permettere di attendere anche di più per l’esecuzione dell’ordine, si riescono a combinare acquisti anche sconti maggiori, come nel caso dell’ordine che ho effettuato nello screenshot sopra (19% di sconto).

Utilizzare i servizi bitcoin non solo può essere utile per se stessi, almeno in certe condizioni, ma significa anche aiutare aziende e persone che credono in bitcoin e rafforzare la community. Lo si può vedere come una sorta di “dovere” nei confronti della community.

REGOLA NUMERO 8:

Fatevi un wallet serio e badate alla privacy

electrum wallet bitcoin

Questa regola dal punto di vista pratico è forse la più importante da seguire. Tenetevi un gruzzolo al sicuro da chiunque, in un wallet personale, non lasciate gran parte dei fondi presso un ente terzo o un exchange. Gli exchange Bitcoin non sono più affidabili delle banche tradizionali (il crac di MTGox insegna) e per la maggior parte sono succubi tanto quanto le banche alle invadenti pretese delle amministrazioni pubbliche e ai loro peggiori capricci (tasse, censura delle transazioni, confische, prelievi forzosi). Abbiate anche riguardo della vostra privacy: far sapere a tutti quali indirizzi bitcoin avete e ricevere tutti i vostri pagamenti sugli stessi indirizzi può esporvi a dei rischi, anche di sicurezza personale.

Un buon wallet oggi deve avere almeno SegWit (e possibilmente compatibile con indirizzi bech32). Consiglio Electrum, ma che sia configurato seguendo la guida dedicata:

Guida al miglior wallet Bitcoin –

Per i più appassionati, che intendono scaricare l’intera blockchain, c’è sempre Bitcoin Core.

REGOLA NUMERO 9:

Iniziate con gradualità e siate prudenti

prudenza investire bitcoin

All’inizio investite poco e cercate di capire il più possibile. Come configurare il wallet, come spostare da wallet a wallet e fra wallet ad exchange. Fate pratica con l’impostazione delle fee da pagare quando utilizzate un wallet personale, eventualmente provando anche un Replace By Fee. Imparare ad usare un wallet non è più difficile che imparare ad usare le email, dove il replace by fee è il livello di difficoltà “uso del copia conoscenza nascosta (ccn)”, che fra l’altro potreste non dover usare mai. Appena entrati un po’ in confidenza, iniziate a provare alcuni servizi, spendendo i vostri bitcoin. Fatevi un account su almeno due exchange diversi, magari in giurisdizioni diverse, per avere sempre un’alternativa sia per comprare che per vendere. Fatevi quindi anche una carta di debito. Provate pure il trading (nel blog c’è una guida dedicata: trading e tasse), ma ricordate che Bitcoin è indipendenza e libertà, prima che speculazione. Diventare ricchi è solo un effetto collaterale, l’obiettivo principale è cambiare il mondo, in meglio.

Personalmente, sono passato ad avere un patrimonio al 99% circa in cryptomonete e converto interamente ogni stipendio, salvo quella parte che prevedo di spendere in contanti nel corso del mese. Dopo il blocco alle carte di debito ho iniziato a tenere da parte più moneta fiat, per ovvie necessità, ma la vedo come una cosa temporanea e intendo provare (ed eventualmente recensire) qualche nuova carta di debito, come avevo fatto per Coinsbank. Come per gli exchange, cercherò anche nell’ambito “carte di debito” di avere contemporaneamente almeno due alternative (sia Mastercard che Visa). Non ho mai disinvestito per rientrare in euro in modo permanente, ma ho sempre speso (per acquistare beni o servizi) parte dei capital gain dati dalla rivalutazione del Bitcoin.

Bitcoin è ad oggi ancora un’esperimento, sia dal punto di vista tecnologico che sociale, e c’è sempre una possibilità di fallimento, un rischio da tenere in considerazione. Se le cose un giorno andassero per il peggio, non rimpiangerò il fatto di aver convertito tutto il mio patrimonio in crypto per due motivi: anzitutto, ho già speso parecchio dei capital gain ottenuti grazie alla rivalutazione del Bitcoin, al punto che, guardando allo storico delle entrate e uscite e ipotizzando un futuro in cui si verifichi la peggiore delle situazioni, la perdita netta che subirei potrebbe non essere molto pesante. Soprattutto però, se anche Bitcoin un giorno dovesse fallire, non avrò rimpianti per una ragione più “nobile”: sono consapevole che mi sono battuto per qualcosa in cui credo fermamente. Il mio consiglio per gli amici bitcoiners è il seguente: convertite in bitcoin tutto o quasi tutto quello che avete soltanto se credete fermamente nella “missione” e avete intenzione di perseguirla con tenacia.

REGOLA NUMERO 10:

Non dimenticate chi vi sta accanto.

eredità bitcoin

Tenete il più al sicuro possibile i vostri Bitcoin, ma lasciate che siano accessibili ai vostri cari. Non portateveli nella tomba a meno che non avete espressamente intenzione di farlo

 

 

 

Perchè le Criptovalute sono meglio di EURO-DOLLAO

Perchè le Criptovalute sono meglio di EURO, DOLLARO, ecc?

Iniziamo dal fatto che per capire le Criptovalute, bisogna prima comprendere come funziona il denaro, e come l’uomo ha scambiato “valore” nel corso dei secoli.

Inizialmente si usava il baratto, per scambiare oggetti con altri oggetti. Il problema principale era che ovviamente se tu possiedi del grano (per esempio) e ti servono 10 litri di latte devi trovare qualcuno che te lo dia in cambio del grano.
Inoltre, se per esempio scambi delle mele, già dopo pochi giorni queste si deteriorano.

Si è passati dunque alla moneta di metallo prezioso, che era una buona soluzione, poiché la moneta valeva quanto pesava il metallo.

Ad un certo punto, a coloro che depositavano oro nelle cassette di sicurezza, le banche cominciarono a dare dei “fogli di credito”, che i commercianti potevano scambiarsi al posto dell’oro stesso. Fu così che si creò il concetto che dietro i soldi di carta ci fossero i metalli preziosi.

Purtroppo dal 1971 non è più così, e il valore dei dollari, euro, ecc. è dato soltanto dalla fiducia che tutta la popolazione ripone in esse.

Bitcoin fu inizialmente concepito agli inizi degli anni ’90 per cercare di creare una “banconota digitale”, ovvero una moneta digitale che desse lo stesso anonimato che una persona ha quando spende banconote (se fai un pagamento con carta di credito lo Stato sa che sei stato tu a compiere quell’acquisto, mentre con le banconote no).

Però in quel periodo non era ancora chiaro agli occhi di tutti a cosa servisse una cosa del genere.

Ma grazie alla crisi del 2008, sia coloro che volevano inventare Bitcoin, sia molti altri,capirono quanto fosse pericoloso dare il potere di qualcosa di tanto importante come i soldi, in mano ad una banca centrale (basti pensare ai giorni in cui i Grecia la gente non poteva ritirare i soldi al bancomat).

Bitcoin nel 2009 venne quindi portato a termine da Satoshi Nakamoto, come un protocollo open source, ovvero chiunque può visitare il codice per vedere come funziona. Sono quindi ormai nove anni che Bitcoin esiste e non è mai stato hackerato 😉

ecco il perchè delle Criptovalute.

 

Le Prime Top 100 Cripto con Prodotti Funzionanti

Lista delle Criptovalute con “prodotti funzionanti” nella Top100 per capitalizzazione di mercato

Se non hai incontrato almeno una manciata di persone che sono ciniche riguardo allo stato dell’industria della blockchain e che pensano che la maggior parte siano per lo più truffe e piramidi finanziarie, beh … probabilmente non sei in questo ambiente da molto.

Abbiamo ricercato le prime 100 criptovalute (per capitalizzazione di mercato) nel tentativo di scoprire quante di loro avevano effettivamente prodotti funzionanti che forniscono un valore reale. La stessa ricerca fatta nel 2017 potrebbe aver dato risultati davvero scoraggianti ma, anche ora, i risultati non sono esattamente stellari.

Al momento della stesura di questo articolo, solo 36 delle prime 100 criptovalute hanno prodotti funzionanti .

Prima di condividere questi risultati con te, è importante definire cosa costituisca esattamente un prodotto funzionante in primo luogo.

Che cos’è un prodotto funzionante?
Considerando che i progetti blockchain sono open-source, la creazione di una blockchain di base e il suo avvio non sono operazioni così complicathei.

Durante la ricerca, abbiamo valutato lo stato di ciascun progetto, esaminato la sua roadmap, controllato la sua cronologia di rilascio e confrontato le funzionalità completate con ciò che il team promette di fornire in futuro.

Un prodotto funzionante è attivo e disponibile al pubblico. È probabile che il suo mainnet sia stato rilasciato per un po ‘di tempo, superando i numeri di versione ben al di sopra di 1,0. Le aziende e gli individui lo utilizzano quotidianamente per dapps, contratti intelligenti o transazioni in valuta digitale.

Ci sono molti progetti nella top 100 che hanno lanciato il loro mainnet e possono affermare di avere un “prodotto funzionante”. Tuttavia, abbiamo scelto di non includere progetti che non vengono effettivamente utilizzati in modo profittevole per il relativo caso d’uso, il che significa che la maggior parte delle reti mainnet recentemente avviate non soddisfano ancora i nostri criteri.

In altre parole, la semplice esistenza di un prodotto non significa necessariamente che il prodotto funzioni. Dopotutto, una fondazione sta davvero facendo qualsiasi lavoro quando non c’è peso su di esso? Allo stesso modo, una piattaforma dapp in cui è presente un mainnet ma che non ha alcune note importanti su di esso non è considerata “funzionante” da questo criterio.

Non c’è dubbio che molte persone leggeranno questa lista, scopriranno che manca il loro progetto preferito, e poi lasceranno un commento, “E il progetto XYZ?!?!?”. Apprezziamo questo feedback, poiché è del tutto possibile che alcuni progetti abbiano utenti più forti basi di quelle indicate nella documentazione prevalente su di loro.

Tuttavia, se ritieni di aver trovato un errore, ti chiediamo di fornire fonti di supporto per tale richiesta in modo che possiamo valutare la sua validità.

Iniziamo:


▶️ Bitcoin (BTC)

Bitcoin è la criptovaluta che ha iniziato tutto nel 2009, dopo che la crisi finanziaria globale ei successivi salvataggi di banche hanno lasciato molte persone private della libertà sindacale con una moneta legale e un’infrastruttura finanziaria obsoleta e insicura.

Oggi, Bitcoin viene utilizzato per pagamenti peer-to-peer in tutto il mondo. Oltre a ciò, tuttavia, sta aprendo la strada verso un futuro in cui la tecnologia finanziaria è affidabile, sicura, resiliente e resistente alla censura. Senza Bitcoin, questa lista non esisterebbe.

▶️ Ethereum (ETH)

La piattaforma che ha portato contratti intelligenti alla blockchain, spronando una piccola rivoluzione nell’ecosistema della criptovaluta. Prima di Ethereum, Bitcoin e il suo design orientato alle transazioni erano al centro della maggior parte dei progetti blockchain.

Dopo Ethereum, i team hanno visto il valore delle app decentralizzate (dapps) e dei contratti intelligenti, e hanno spostato l’attenzione per compensare.

Il whitepaper di Ethereum di Vitalik Buterin è stato pubblicato alla fine del 2013. Il progetto stesso è stato annunciato a gennaio 2014, con un crowdsale il luglio seguente. Il sistema è ufficialmente attivo a luglio 2015.

Da allora, centinaia di aziende, privati ​​e progetti blockchain hanno adottato Ethereum come piattaforma principale di contratti intelligenti.

▶️ Ripple (XRP)

Ripple si concentra principalmente su una cosa: transazioni internazionali rapide ed economiche.

L’attuale infrastruttura bancaria non è riuscita ad evolversi nel XXI secolo, tanto che sono necessari in media 3-5 giorni lavorativi per l’elaborazione di un trasferimento internazionale. Con soli 4 secondi di transazione e ad una frazione del costo di un bonifico bancario, il prodotto operativo di Ripple sta già influenzando il settore bancario.

Il grande colpo contro Ripple è che il suo token nativo, XRP, è completamente inutile. In effetti, guidare l’adozione delle soluzioni bancarie di Ripple è molto più facile che ottenere l’adozione del mondo reale per XRP.

Se sei interessato a vedere una discussione su come si verificherà l’adozione di XRP, potresti trovare questo thread reddit degno di essere letto. Nel frattempo, tutti noi dovremo solo aspettare e vedere se alla fine le strategie di adozione di XRP giungeranno a buon fine.

▶️ Bitcoin Cash (BCH)

Bitcoin Cash è stato creato nel 2017 quando ha avuto luogo la prima forchetta dura del blockcoin Bitcoin. La divisione è stata il risultato del riempimento dei blocchi da 1 MB di Bitcoin. Le velocità di transazione stavano diminuendo, le tasse aumentavano e divenne chiaro alla comunità che il modello attuale non era sostenibile per il ridimensionamento.

In una mossa che ancora causa continui scontri di criptovaluta, Bitcoin e Bitcoin Cash sono presto emersi come progetti separati ma simili. BCH ha 8 volte la dimensione del blocco di BTC, fornendo circa 8 volte il throughput della transazione. Le sue tasse e tempi di transazione sono molto più veloci, come previsto.

Ulteriori informazioni su Bitcoin vs Bitcoin Cash .

▶️ Stellar (XLM)

Il progetto Stellar e il relativo token Lumens (XLM) sono stati biforcati dal protocollo Ripple nel 2014. Da allora Stellar è diventato un sistema di connessione blockchain per le transazioni fiat tra banche, sistemi di pagamento e persone. Stellar è veloce e affidabile e funziona praticamente senza costi per l’utente finale.

Stellar è un sistema di pagamenti, il che significa che il suo compito è di spostare denaro nel modo più efficiente possibile. Le partnership con banche e istituzioni finanziarie sono state fondamentali per valutare il suo status, così come lo è stata la possibilità di inviare denaro tramite la rete.

Diverse entità non profit e commerciali hanno accettato di utilizzare Stellar come parte della loro infrastruttura finanziaria. Recentemente, il team ha collaborato con IBM e KlickEx per facilitare le transazioni transfrontaliere nel Sud Pacifico e ha annunciato un’affiliata con Keybase per ottimizzare le transazioni internazionali.

Stellar ha anche progetti in fase di realizzazione sulla sua rete da parte di importanti entità consolidate. La divisione blockchain di IBM utilizza XLM per l’infrastruttura di pagamento, ad esempio, e l’avvio di Veridium sta lavorando con entrambe le organizzazioni per ottimizzare il proprio mercato dei crediti di carbonio.

▶️ Litecoin (LTC)

Litecoin è una forcella Bitcoin creata nel 2011 da Charlie Lee come alternativa più economica e più veloce (2,5 minuti invece di 10) a Bitcoin. Questo si ottiene principalmente perché Litecoin usa un algoritmo di hashing Scrypt invece dell’algoritmo SHA-256 usato da Bitcoin. È comune sentire Litecoin chiamato “argento digitale” per “l’oro digitale” di Bitcoin, e in realtà Litecoin non si espande in modo significativo sulla funzionalità di Bitcoin in modo significativo tanto quanto fa diversi compromessi.

Detto questo, riesce ad essere meno costoso e più veloce da usare rispetto a BTC, il che ha portato ad essere accettato da centinaia di commercianti e rendendo così Litecoin una delle criptovalute più utilizzate per i pagamenti digitali.

▶️ Tether (USDT)

Tether è un progetto insolito. Mentre la maggior parte delle criptovalute aumentano e diminuiscono di valore, Tether è stato progettato per rimanere lo stesso, fissato con un rapporto 1: 1 con il dollaro USA.

Ciò consente agli utenti di archiviare, inviare e ricevere valute digitali su piattaforme diverse senza incorrere in perdite significative a causa di fluttuazioni di valore.

La moneta stabile di Tether sembra diretta, ma il progetto non è privo di controversie. L’USDT è presumibilmente supportato da un vero USD seduto su un conto bancario. Ma in quale account? Chi lo controlla? E il Tether viene usato per manipolare il valore di Bitcoin? Fa tutto parte della controversia di Tether .

▶️ Monero (XMR)

Rilasciato nel 2014 come un fork di Bytecoin, Monero si è fatto un nome come la più famosa moneta per la privacy sul mercato.

La maggior parte delle criptovalute offre poco sotto forma di anonimato. Monero è stato costruito per la privacy dal basso verso l’alto, con indirizzi stealth, firme ad anello e completa fungibilità delle monete. Tutto ciò si aggiunge a un manto quasi perfetto dell’anonimato, che consente agli utenti Monero di condurre transazioni senza esporre la propria identità.

Monero ha avuto una crescita costante nel corso degli anni grazie a un team dedicato di sviluppatori e una comunità attiva. Il progetto continua ad evolversi con nuove funzionalità per la privacy e una migliore sicurezza delle transazioni.

▶️ NEO (NEO)

NEO è stata fondata nel 2014 come una delle prime piattaforme intelligenti di contratto, offrendo una vasta gamma di possibili funzionalità. Il caso di utilizzo più forte della piattaforma è la digitalizzazione delle risorse tradizionali in modo che possano essere facilmente monitorate e scambiate sulla blockchain.

Il NEO è anche noto come “Ethereum cinese” e il fatto che si tratti di un progetto basato sulla Cina sembra rendere gli sviluppatori cinesi dapp in qualche modo più propensi a costruire su di esso rispetto ad altre piattaforme.

In effetti, il NEO ha già supportato dozzine di ICO e rimane una delle piattaforme predominanti per il supporto di contratti intelligenti.

▶️ Binance Coin (BNB)

Binance Coin è un token di scambio utilizzato per ridurre le commissioni di negoziazione sulla piattaforma Binance .

Gli utenti possono scegliere di pagare le commissioni di cambio, quotazione e prelievo utilizzando BNB e godere di uno sconto del 50% su tutte le spese. Questo risulta essere un potente incentivo per acquistare e detenere BNB, in quanto a quale trader non piace risparmiare denaro sulle transazioni?

Binance Coin è un token ERC-20 che funziona sulla blockchain di Ethereum. Il suo scopo è estremamente limitato, ma poiché un numero così elevato di utenti di Binance si scambiano ogni giorno con esso, si qualifica come prodotto attivo e funzionante.

▶️ Zcash (ZEC)

Zcash è un’altra moneta della privacy estremamente popolare che spesso incrina le prime 20 criptovalute. Usa lo slogan “soldi in internet” e promette di proteggere completamente la privacy delle transazioni con crittografia a conoscenza zero.

Zcash fornisce l’anonimato proteggendo le transazioni sulla blockchain, impedendo a chiunque di vedere il mittente, il destinatario o il valore di ogni transazione. La tecnologia è così efficace che il team Ethereum sta studiando per abilitare le transazioni anonime sulla loro rete.

Zcash è cresciuta a passi da gigante nel 2018. Il team di sviluppo ha pubblicato una roadmap per l’anno 2020, che include un aggiornamento delle principali funzionalità nella versione di Sapling dell’ottobre 2018. Coinbase sta anche valutando la possibilità di elencare Zcash , che è un enorme incentivo per qualsiasi criptovaluta.

 

▶️ Qtum (Qtum)

Qtum è una piattaforma di contratti intelligenti simile a Ethereum, solo con una maggiore attenzione ai trasferimenti di valore e alle app decentralizzate. È pensato per essere un ibrido tra Bitcoin ed Ethereum, consentendo alle aziende di creare contratti intelligenti sulla piattaforma o concentrarsi solo sulle transazioni di criptovaluta.

Qtum è stato lanciato a marzo 2017 e si è diretto direttamente verso l’alto. L’offerta iniziale ha venduto oltre $ 10 milioni in token dopo soli 90 minuti. Il progetto si è differenziato fornendo una rara piattaforma di contratti intelligenti Proof of Stake progettata per compensare alcune carenze di Ethereum, inclusa la mancanza di compatibilità per i dispositivi mobili.

Qtum ha rilasciato la sua rete principale a settembre 2017, aprendo le porte a un contratto intelligente completamente funzionale e alla piattaforma dapps. Diversi progetti hanno già una presenza consolidata sulla rete. Uno dei più eccitanti è Space Chain, che mira a creare una rete satellitare open source che chiunque può utilizzare per la trasmissione, l’archiviazione e lo sviluppo dei dati.

▶️ 0x Protocol (ZRX)

Il protocollo 0x ha uno dei prodotti di lavoro più importanti nell’intero ecosistema di Ethereum. Si tratta di un protocollo open source senza autorizzazione che facilita gli scambi senza fiducia di token di Ethereum attraverso relais e dapps che si basano sul protocollo.

Non solo 0x ha fornito questa funzionalità da più di un anno a questa parte, ma ha lavorato per espandere la funzionalità del protocollo in modo significativo da quel lancio iniziale. Nel protocollo 0x 2.0 e oltre, sarà possibile scambiare token basati su standard oltre a ERC-20, inclusi token non-ERC-721 non fungibili.

In un mercato pieno di truffe e vaporware, i preziosi contributi di 0x all’ecosistema di Ethereum ne hanno fatto una delle criptovalute migliori del 2018.

▶️ Bytecoin (BCN)

Bytecoin è un’altra famosa criptovaluta focalizzata sulla privacy con una forte community e base di utenti. Le transazioni sulla blockchain di Bytecoin sono istantanee, non tracciabili, non linkabili e resistenti all’analisi blockchain.

Bytecoin è presente da molto tempo, con contributi al progetto a partire dal 2012. Tuttavia, ciò non ha impedito agli sviluppatori del progetto di migliorare continuamente il prodotto.

La tabella di marcia di Bytecoin, recentemente aggiornata, presenta un forte ostacolo per un aggiornamento del consenso programmato per il 31 agosto, nonché numerose iniziative per la crescita della comunità costantemente in lavorazione.

▶️ Decred (DCR)

Fondato nel 2015 dagli ex sviluppatori di Bitcoin, il prodotto di lavoro più importante di Decred è la soluzione al più grande problema di Bitcoin. No, non scalabilità … governance blockchain.

Come vedete, i primi Bitcoiners hanno discusso per anni i limiti delle dimensioni dei blocchi e l’efficacia di altre soluzioni di scalabilità come Lightning Network , anche se il problema della scalabilità è stato discusso solo nel mainstream nel 2017.

Con il suo modello di governance basato sulla comunità e la forte adesione all’ethos core del decentramento, Decred è costruito per evolvere e migliorare rapidamente. Ciò significa che è in grado di gestire non solo il problema della scalabilità oggi, ma anche altri grossi problemi che potrebbero insorgere lungo la linea.

Quando si ha una cattiva governance, è un processo arduo effettuare qualsiasi aggiornamento a un progetto, non importa quanto necessario possano sembrare alla maggioranza dei possessori di monete. Il modello di governance best-in-class e ancora in via di miglioramento di Decred gli dà un caso interessante per essere un leader nei pagamenti digitali per un lungo periodo a venire.

▶️ BitShares (BTS)

BitShares mira a migliorare l’accesso a livello mondiale ai servizi finanziari tramite blockchain. La tagline “assist the unbanked” riassume bene il progetto. In pratica, questo si traduce in BitShares che opera come uno scambio decentralizzato, uno che è stato costruito da zero per evitare problemi di scalabilità e mantenere bassi i costi di transazione.

BitShares è stato lanciato nel 2014 da Dan Larimer, che avrebbe poi assunto un ruolo di primo piano sia in EOS che in Steem.

Lo stato attuale del progetto offre uno scambio di risorse decentralizzato, criptovalute stabili ai prezzi, pagamenti ricorrenti e programmati, risorse emesse dall’utente e altro ancora, tutti disponibili attraverso un sistema decentralizzato basato sul consenso delegato del PoS.

▶️ Steem (STEEM)

Steem è la criptovaluta che alimenta Steemit, una piattaforma di social media decentralizzata che incentiva la partecipazione degli utenti attraverso micropagamenti. Pensa ad esso come Reddit, solo che invece di fare solo upvoting o downvoting di post, gli utenti possono davvero premiare i creatori per il loro impegno.

Steem è una criptovaluta funzionale utilizzata esclusivamente sulla piattaforma Steemit. Questo gli dà un uso limitato, ma visto che Steemit è vivo e vanta poche centinaia di migliaia di utenti, è difficile sostenere che non sia un prodotto funzionante. Alcune persone potrebbero persino guadagnare denaro usando Steemit.

▶️ Siacoin (SIA)

Siacoin è uno dei leader nel cloud storage decentralizzato, un’alternativa più sicura e conveniente alle soluzioni di archiviazione cloud centralizzate come Amazon S3, Google Drive, iCloud, Dropbox e altri.

Sia 1.0 è stato lanciato a giugno 2016 e da allora ha ottenuto una considerevole adozione . Con il mercato dello storage cloud da 200 miliardi di dollari ampiamente considerato uno degli spazi più maturi per la rottura della blockchain, Sia è partito con un bell’inizio offrendo una piattaforma di storage cloud decentralizzata funzionale per oltre 2 anni.

▶️ Augur (REP)

Augur è uno dei prodotti lanciati più di recente in questa lista. La mainnet della piattaforma è stata pubblicata all’inizio di luglio 2018, portando a compimento quasi 4 anni di lavoro post-ICO.

Augur è un mercato di previsione decentralizzato che utilizza la teoria dei giochi per generare intuizioni crowd-sourced. In sostanza, migliaia di persone che lavorano insieme hanno dimostrato la notevole capacità di prevedere i risultati.

Con Augur, gli utenti possono mettere i token REP come scommesse su queste previsioni, essenzialmente creando una forma di “utile gioco sociale”.

L’ uscita di Augur è stata lunga. Il progetto è iniziato nel lontano 2014, quasi un anno prima della ICO. I creatori citano la complessità dei contratti intelligenti di Augur come la causa principale dei lunghi tempi di sviluppo.

Indipendentemente dal suo passato, Augur è ora un prodotto vivo con un futuro luminoso . Oltre 300 pronostici sono già stati fatti , con il più grande vincita vincente che colpisce $ 20.000. Il volume delle scommesse ha addirittura superato $ 1 milione nelle prime settimane di lancio.

 

▶️ Basic Attention Token (BAT)

Il token di attenzione di base era uno dei progetti più facili da includere in questo elenco. Questo perché il suo prodotto funzionante, Brave Browser, ha più di 3 milioni di utenti attivi tra le sue piattaforme mobili e desktop, rendendolo uno dei prodotti di lavoro più utilizzati nello spazio blockchain.

Brave Browser non è solo funzionale, è l’unico browser sul mercato ad avere il blocco degli annunci e il blocco dei tracker, rendendo l’esperienza di navigazione più pulita e più veloce di quella che si ottiene con altri browser popolari come Chrome e Firefox.

Il futuro rimane incerto per il token BAT stesso, in quanto la sua adozione dipende in larga misura dal fatto che gli inserzionisti aderiscano al modello Brave, nonché dal fatto che gli utenti coraggiosi debbano mostrare annunci pertinenti e passare le BAT che guadagnano editori di contenuti.

Dato il successo di Brave in breve tempo da quando è stato lanciato, tuttavia, il futuro sembra promettente per BAT.

▶️ Nano (XRB)

Nano (ex RaiBlocks) è tutto basato sulla scalabilità. La moneta ha transazioni quasi istantanee con una struttura completamente a costo zero. La piattaforma realizza ciò creando una blockchain unica per ogni account, evitando l’espansione e consentendo una scalabilità praticamente infinita.

Il motto di Nano di “fare una cosa e farla bene” li ha fatti fare molto. Il team non deve affrontare problemi di ridimensionamento o rallentamento grazie alla struttura di base del progetto, consentendo alla sua roadmap di concentrarsi sugli aggiornamenti del portafoglio e sul raggio d’azione. Questa è una criptovaluta che è essenzialmente completa, ed è stata per un po ‘di tempo.

▶️ Golem (GNT)

Golem si è proposto di essere l’Airbnb delle risorse informatiche. Hai mai avuto bisogno di una GPU extra per finire un rendering? Che ne dici di elaborare dati scientifici simili al progetto SETI @ home?

Anche se non hai questi bisogni, molti gruppi lo fanno. Golem mira a fornire un facile accesso a quelle risorse, che sono tutte noleggiabili per una piccola quota di criptovaluta.

Golem ha colpito il pulsante di avvio di mainnet nell’aprile 2018 e ha ricevuto una buona dose di fanfara. Uno degli obiettivi principali per il lancio incompleto della funzionalità è stato quello di spingere il prodotto in uscita in modo che gli utenti reali potessero metterlo in funzione.

Il team era interessato a rafforzare le loro interazioni con gli utenti finali per guidare il futuro della piattaforma. Il team ha in programma diverse tappe importanti per i prossimi mesi, quindi la versione mainnet è solo l’inizio.

▶️ Pundi X (NPXS)

Pundi X ha conquistato le classifiche di capitalizzazione di mercato finora nel terzo trimestre del 2018 e ha anche un prodotto funzionante che è diventato di recente disponibile per i rivenditori.

Il prodotto primario Pundi X è un dispositivo POS (point-of-sale ) che consente transazioni mobili rapide e facili sia per fiat che per criptovalute. 500 dispositivi POS sono già utilizzati dai rivenditori in Asia, e ce ne sono altre migliaia in programma per essere distribuiti nei prossimi mesi.

Inoltre, Pundi X offre anche carte XPASS, carte di credito di criptovaluta che possono funzionare al posto di app mobili per effettuare pagamenti digitali.

Ciò che rende il progetto Pundi X degno di nota è che consente ai consumatori di pagare i rivenditori in criptovalute come BTC e ETH e converte immediatamente i pagamenti in valute fiat locali in modo che i rivenditori non debbano preoccuparsi della volatilità dei prezzi delle criptovalute.

Ciò rende molto più facile per le persone utilizzare le criptovalute nella vita quotidiana, rendendo Pundi X un progetto entusiasmante per gli appassionati di blockchain che cercano segni di una futura adozione di massa.

▶️ Waves (WAVES)

Waves è stata la prima piattaforma blockchain che ha permesso a chiunque – indipendentemente dalla loro esperienza di programmazione – di creare token blockchain. Inoltre, Waves ha uno scambio decentralizzato in cui i token possono essere scambiati e scambiati con monete fiat.

Sin dalle prime uscite del progetto nel 2016, Waves ha continuato a rendere accessibile il proprio DEX dai telefoni cellulari e ampliato significativamente le sue funzionalità, creando al contempo diverse partnership strategiche per far crescere la comunità e la base utenti Waves.

In definitiva, tuttavia, Waves Client è il prodotto di lavoro più importante del progetto, in quanto è ciò che consente ai token di essere emessi, archiviati, inviati e scambiati tra gli utenti.

▶️ KuCoin Shares (KCS)

Simile a Binance Coin, le azioni KuCoin sono un token di scambio che può essere utilizzato per pagare commissioni ridotte sulle operazioni di criptovaluta. KCS ha inoltre il vantaggio di pagare dividendi agli hodlers a lungo termine, pagando un ROI del 5% per la maggior parte degli utenti.

La natura delle azioni KuCoin è uno dei motivi per cui lo scambio KuCoin ha ricevuto tanta attenzione da quando è apparso sulla scena. I token stessi sono di portata limitata, ovviamente, ma il numero enorme di persone che li usano per le compravendite e per acquistarli per un reddito passivo è enorme.

▶️ Wanchain (WAN)

Wanchain mira a costruire un’infrastruttura finanziaria nuova e migliorata per connettere perfettamente l’economia digitale attraverso l’interoperabilità blockchain. I casi d’uso per la rete di Wanchain sono vasti e comprendono servizi finanziari decentralizzati, logistica della supply chain, condivisione e sicurezza dei dati medici, gestione dell’ID digitale e altro ancora.

Con il Wanchain 2.0 rilasciato di recente , è ora possibile trasferire Ether cross-chain utilizzando il token di mappatura Ethereum di Wanchain, WETH.

L’interoperabilità di Ethereum è solo l’inizio, tuttavia, e si prevede che il supporto cross-chain per Bitcoin e un paio di token ERC-20 seguiranno prima della fine del 2018.

▶️ Komodo (KMD)

Komodo è un fork di Zcash che utilizza la stessa crittografia zk-snark per nascondere informazioni sui partecipanti alle transazioni e gli importi inviati. Le monete funzionali per la privacy non sono uniche (ce ne sono alcune in questa lista) ma Komodo ha alcune caratteristiche uniche.

Per uno, Komodo è stata la prima offerta di monete iniziale decentralizzata. Inoltre, Komodo aiuta altri sviluppatori a creare le proprie soluzioni blockchain personalizzabili, dalla costruzione e messa in sicurezza di blockchain indipendenti e all’avvio di ICO decentralizzati, fino all’integrazione di progetti nell’ecosistema di criptovalute.

KMD si sarebbe già qualificato come prodotto funzionante per le sue caratteristiche di anonimato sui pagamenti digitali, ma aggiungendo la soluzione di costruzione di blockchain end-to-end ed è chiaro che Komodo sta apportando contributi significativi all’ecosistema della criptovaluta.

▶️ Ardor (ARDR)

Ardor è una piattaforma di blockchain scalabile che consente alle aziende di creare le proprie catene di figli e token con relativa facilità. Ciò aiuta a ridurre al minimo la blockchain bloat e fornisce più token transazionali senza sacrificare le transazioni della catena principale. È anche una piattaforma notevolmente efficiente dal punto di vista energetico che utilizza la prova del palo per rafforzare il consenso.

Ardor ha lanciato la sua rete principale il 1 gennaio 2018 dopo un anno intero in stato testnet. Le sue funzionalità principali sono in gran parte disponibili, con la roadmap destinata a migliorare aspetti quali la scalabilità e l’istantanea.

La piattaforma Blockchain-as-a-Service ospita alcuni progetti a parte, tra cui Ignis ICO, che era la prima catena figlio sulla rete principale.

▶️ Token Huobi (HT)

Huobi è una piattaforma di scambio di asset digitali fondata nel 2013, che offre ora oltre 250 coppie di trading diverse. Il token Huobi, nel frattempo, è un token ERC-20 che viene utilizzato in borsa per sconti sulle commissioni di trading fino al 50%.

Inoltre, il 20% del reddito generato dalla piattaforma di trading Huboi Pro viene utilizzato per riacquistare HT sul mercato aperto.

A differenza della maggior parte dei programmi di riacquisto, lo scopo principale del programma di Huobi non è quello di ridurre l’offerta circolante di HT. Piuttosto, l’HT che viene riacquistato entra in un fondo di protezione degli investitori di Huobi, che viene utilizzato per compensare gli utenti di Huobi se perdono monete o gettoni sulla piattaforma, oltre a garantire la stabilità del mercato e tutelare gli interessi degli investitori.

▶️ ZenCash (ZEN)

ZenCash è un’altra moneta per la privacy con un prodotto funzionante nella Top 100, originariamente lanciato nella prima metà del 2017.

Ciò che rende ZenCash unico è che è la prima blockchain con integrazione TLS (Transport Layer Security) per la crittografia dei nodi, rendendo la comunicazione sulla rete ZenCash sia privata che altamente sicura.

Alcune altre parti interessanti del prodotto ZenCash includono i nodi Tor e i servizi di messaggistica chat incorporati. In futuro, il team di ZenCash fornirà un sistema di votazione a livello di protocollo del Tesoro DAO e una soluzione di scalabilità per gestire un volume di transazioni maggiore.

▶️ PIVX (PIVX)

PIVX è un’altra moneta per la privacy che si concentra sul mantenere gli utenti e le loro transazioni associate nascoste sotto un manto di segretezza. Il progetto cerca anche di mantenere le transazioni il più velocemente e senza costi possibili, qualcosa di cui non tutte le piattaforme per la privacy possono vantarsi.

Il PIVX è stato lanciato a gennaio 2016. La moneta è attualmente spendibile e offre le caratteristiche sulla privacy che promette, anche se non è ancora una valuta ampiamente accettata dai commercianti.

I piani futuri per PIVX includono funzioni di governance per coinvolgere la comunità, il wallet voting e il proprio scambio decentralizzato zPIV.

▶️ Kyber Network (KNC)

Kyber Network ha lanciato la sua rete principale nel primo trimestre del 2018, consentendo transazioni trans-token istantanee e sicure attraverso una rete di liquidità decentralizzata .

Attualmente è possibile scambiare i token ERC-20 sulla rete con pochi clic del mouse, fornendo alcune funzionalità di base già utilizzate per migliorare la liquidità dei token Ethereum.

In futuro, tuttavia, Kyber Network amplierà significativamente le sue funzionalità nel tentativo di connettere perfettamente dapps, DEX, protocolli, sistemi di pagamento, team di token, investitori, gestori di fondi e portafogli digitali.

▶️ Bancor (BNT)

Bancor è un fornitore di liquidità che consente agli utenti di scambiare token senza la necessità che una terza parte sia coinvolta nel finanziamento della transazione.

Ottenere liquidità è incredibilmente importante per i giovani progetti di criptovaluta, poiché la mancanza di liquidità rende rischioso per gli investitori acquistare una quantità considerevole di una determinata moneta o gettone, sapendo che potrebbe essere estremamente difficile da vendere se lo desiderano.

La tecnologia di Bancor consente di convertire un token in un altro, in modo che gli investitori possano essere sicuri di non rimanere bloccati involontariamente in possesso di una criptovaluta che desiderano vendere. Questa funzionalità rende il Bancor Liquidity Network uno dei prodotti di lavoro più promettenti in questo elenco e uno che ha già raggiunto una buona dose di adozione.

 

▶️ Loom Network (LOOM)

Loom Network ha ancora meno di un anno di vita, essendo stato fondato nell’ottobre 2017. Tuttavia, hanno compiuto molto in questo breve lasso di tempo, incluso aver lanciato numerosi strumenti per aiutare gli sviluppatori di software a imparare come costruire soluzioni blockchain.

Il più importante di questi strumenti – e il più grande prodotto funzionante di Loom – è il Loom Software Development Kit (SDK) .

Tuttavia, Loom Network è molto più di una semplice accademia di codifica blockchain. È anche una soluzione di scalabilità pronta per la produzione per Ethereum, in quanto il toolkit per sviluppatori Loom aiuta i programmatori a creare dapps altamente scalabili che si connettono alla blockchain di Ethereum attraverso speciali catene laterali chiamate DappChains.

Il progetto potrebbe essere ancora agli inizi, ma Loom Network sta già contribuendo con maggiore utilità all’ecosistema della criptovaluta rispetto alla stragrande maggioranza degli altri progetti di criptovaluta.

▶️ Polymath (POLY)

Polymath vuole essere la risorsa del mondo per i token di sicurezza sulla blockchain. Cosa ha fatto Ethereum per i token, Polymath farà per i titoli.

I vantaggi di questo sono enormi, ma al team di Polymath piace indicare l’accesso al mercato 24/7, l’eliminazione degli intermediari e l’accesso commerciale per 2 miliardi di persone non assegnate in tutto il mondo come principale vantaggio dei loro sforzi.

La piattaforma Polymath è stata lanciata nell’ottobre 2017 e da allora ha rilasciato un nuovo token di sicurezza ogni settimana, attraendo allo stesso modo investitori e commercianti. Non è così eccitante come un altro progetto di blockchain, ma sta mantenendo le sue promesse con un prodotto funzionante.

▶️ Bibox Token (BIX)

Bibox è uno scambio di risorse digitali criptato il cui principale elemento di differenziazione rispetto agli altri scambi crittografici è che integra la tecnologia AI.

Lo scopo dell’intelligenza artificiale è quello di aiutare gli operatori commerciali di Bibox, che fornisce un calcolo quantitativo e l’analisi dell’attività di negoziazione, una strategia di allocazione del rischio personalizzata, il riconoscimento vocale e l’analisi obiettiva delle varie monete e gettoni elencati nello scambio.

Lo scambio Bibox è stato lanciato per la prima volta nel novembre 2017. Dispone di centri operativi negli Stati Uniti, in Canada, nella Cina continentale, a Hong Kong, in Giappone e in Estonia. I titolari di token BIX ricevono il 20% dei profitti dello scambio e ottengono anche sconti sulle commissioni di negoziazione, simili a Binance.

 

FONTE :

Cryptocurrencies in the Top 100 With Working Products That Are In-Use

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