Archivio mensile:giugno 2018

Monete Sic da Ico Swisscoin

In questa Pagina le istruzioni

per poter ottenere le Cryptovalute

della Swisscoin

denominate SIC sul Mercato Ufficiale.

 

Entra in questa pagina e scarica

il Video Tutorial.

Mi raccomando, che resti privato.

 

Non Pubblicare da nessuna parte!!!

 

Solo Privatamente con messaggio

da persona a persona.

Accedi da qui con password

 

 

Per poter accedere occorre essere registrati in Swisscoin, se non lo sei non accedere grazie.

Per ottenere la Password d’accesso contatta via Telegram o Whatsapp 3483221591 -oppure- @emanuelefly

 

Lightning Network fara Esplodere il prezzo del Bitcoin

LN potrebbe far schizzare

il valore di Bitcoin

 

Attenzione: questa è solo un’ipotesi, non una previsione! Ovvero è solo teoria, ma a livello teorico il seguente ragionamento ha una sua logica.

 
Lightning Network (LN) è una potente innovazione di Bitcoin, molto complessa, ma rivoluzionaria. Talmente rivoluzionaria che consente di effettuare un gran numero di transazioni estremamente veloci ed economiche.
 
La differenza rispetto agli altri comuni sistemi di pagamento è notevole, tanto che non è impensabile che, a tendere, molte persone inizino a preferire effettuare transazioni in Bitcoin su LN, al posto che in Euro, o Dollari, sulle piattaforme tradizionali.
 
Tuttavia per poter effettuare transazioni in Bitcoin… bisogna averli! E l’offerta di BTC è stata appositamente progettata per essere “inelastica al mercato“. Detto in altri termine, il numero di BTC disponibile è sempre lo stesso, a prescindere da quante persone li vogliano utilizzare. Questo significa che più aumenta la domanda, più aumenta… il prezzo! (Visto che l’offerta non può aumentare di conseguenza).
 
E’ pertanto possibile immaginare che qualora LN si diffonda molto, a tal punto che molte persone decidano di voler utilizzare BTC per sfruttarne le caratteristiche, questo faccia schizzare la domanda di BTC, e quindi il prezzo.
E sono molte le persone (o le aziende) che potrebbero trarre giovamento dall’utilizzo di BTC al posto delle monete fiat. In particolare tutti coloro che effettuano un gran numero di transazioni: ogni transazione in fiat infatti ha un costo, e moltiplicando questo costo (non indifferente) per un numero molto elevato di transazioni si ottiene un costo complessivo elevato. Inoltre, a differenza degli Euro, i costi delle transazioni in BTC li paga chi li invia, non chi li riceve.
 
In altri termini ad esempio le aziende che ricevono molti pagamenti in fiat potrebbero letteralmente guadagnarci convincendo i loro clienti a pagarli invece in BTC su LN. Sia perchè così facendo il costo della transazione sarebbe a carico del cliente, e non loro, sia perchè il costo sarebbe talmente irrisorio che il cliente potrebbe non accorgersene nemmeno, sia perchè le transazioni sarebbero immediate. Capite bene che se LN si diffonderà, a questo punto potrebbe letteralmente rivoluzionare ad esempio l’intero mercato dell’ecommerce mondiale!
 
Qualora ciò succedesse la domanda di Bitcoin schizzerebbe alle stelle, facendone impennare anche il valore. Se son rose…

 

 

 

 

 

 

Con Bitcoin si possono evitare le tasse di successione?

In teoria SI’.

Si potrebbe riuscire ad evitare di pagare le tasse di successione grazie a Bitcoin ma, sebbene non sia un esperto fiscalista,  la sconsiglio.

Infatti visto che diversi tribunali in giro per il mondo hanno già chiaramente ed esplicitamente definito le criptovalute come “beni aventi valore”, in caso di eredità rientrerebbero a pieno titolo nelle classiche norme che regolano perlappunto i processi di successione, e le imposte che vanno inevitabilmente pagate in questi casi.

Ma esistono delle procedure, tecnicamente fattibili, che consentono di nascondere al fisco i passaggi di proprietà delle criptovalute con operazioni cosiddette brevi manu.

Immaginiamo una persona che abbia parecchio denaro liquido e volesse lasciarlo in eredità ai propri eredi nascondendolo al fisco in modo da non pagare le tasse di successione. Non stiamo parlando di banconote, ma di denaro in forma elettronica.

Potrebbe convertire questo denaro in criptovalute ad esempio su un exchange, e poi spostare i token su un proprio wallet di proprietà. Questo tipo di operazione è perfettamente lecito, non è tassato, e non è nemmeno particolarmente difficile da fare (soprattutto se si ha tempo per farlo, magari con più operazioni effettuate nel corso degli anni).

Quello che bisogna sapere è che un wallet non è altro che un software che serve per gestire una coppia di chiavi crittografiche (ovvero codici alfanumerici), una pubblica ed una privata. Quella pubblica la si può comunicare a tutti e si può usare solo per ricevere i token, mentre quella privata non va mai comunicata a nessuno perchè serve per inviarli. Chiunque entri in possesso di questa coppia di chiavi ha anche il pieno possesso dei token conservati nel wallet.

A quel punto per fare in modo che l’erede entri in possesso dei token conservati nel wallet non c’è nemmeno bisogno di effettuare una transazione: è sufficiente assicurarsi che, alla propria morte, l’erede riceva la coppia di chiavi. Ovvero ad esempio un foglio su cui sono riportati i codici alfanumerici delle chiavi pubbliche e private del wallet (o dei wallet) in cui sono stati messi i token.

In questo modo l’erede entra in possesso dei token senza che sia stata fatta alcuna transazione. In teoria dovrebbe dichiarare al fisco di essere entrato in possesso dei token, così come se avesse ricevuto delle banconote, ma visto che non ci sarebbe alcuna traccia di una transazione potrebbe anche fare il furbo e non dichiararlo (azione ovviamente illecita). Così facendo potrebbe essere molto difficile per il fisco scoprire che è avvenuto un passaggio di proprietà di quei token.

Certo, il fisco indagando potrebbe risalire al sito di exchange in cui sono stati acquistati i token, e da lì risalire all’indirizzo del wallet a cui sono stati inviati, ma si fermerebbe lì. Ovvero non potrebbe sapere chi sia poi entrato in possesso del wallet dopo la morte del suo vecchio proprietario: al massimo potrebbe vedere a quali altri indirizzi sono stati eventualmente inviati i token da quel wallet. Il problema è che senza sapere cosa andare a cercare (ovvero in assenza di una segnalazione o un sospetto) è davvero difficile immaginare che il fisco vada realmente ad indagare su simili processi.

Quello che il fisco potrebbe fare per cercare di evitare di farsi sfuggire operazioni simili è quello di ricevere dagli exchange i dati degli account delle persone decedute, in modo da analizzarli alla ricerca di operazioni sospette, e poi eventualmente indagare su di esse.

 

ATTIVA COOKIES